I cittadini preoccupati hanno già raccolto 2.500 firme
I cittadini preoccupati hanno già raccolto 2.500 firme

Vaprio d'Adda (Milano), 22 maggio 2016 - «Mancano medici e infermieri. Non si rimpiazzano i pensionati, i pazienti vengono dirottati su altre strutture. E le liste d’attesa sono sempre più lunghe». Il futuro del Crotta-Oltrocchi tracciato dalla Regione, trasformazione in ospedale per cronici, scuote Vaprio. I cittadini hanno raccolto 2mila 500 firme in otto giorni «contro la lenta agonia della struttura» e le hanno consegnate in Commissione sanità a Milano. Martedì protesteranno davanti alla portineria, ricevendo la visita dello stato maggiore lombardo dei Cinque Stelle, che si è messo a disposizione. «Di parole se ne sono fatte tante, è ora di passare ai fatti», spiega Emanuela Riva, fra le promotrici della petizione (candidata per il Movimento di Grillo al Consiglio comunale di Inzago), mentre il sindaco Andrea Benvenuto Beretta invita alla calma.

«Bisogna essere trasparenti, non buttiamo in politica un servizio essenziale per la comunità che vive un passaggio delicato». Il primo cittadino è conscio dei problemi: «Martedì pomeriggio incontrerò i vertici dell’Asst per discuterne, un appuntamento fissato da tempo», precisa. Da prima  cioè che la raccolta firme all’ingresso dell’ospedale riaccendesse i riflettori su una vicenda all’attenzione da fine 2013. Risale ad allora la scelta di far cambiare pelle al nosocomio che dai tempi dell’Unità d’Italia è un punto di riferimento sul fiume e che ora diventerà una struttura a bassa intensità di cura.

«Una metamorfosi che finisce per scatenare tante paure», ripete il sindaco, alla vigilia del summit con il direttore Mario Alparone. «Ci diamo da fare perché siano mantenute le promesse», aggiunge il primo cittadino, riferendosi a tempi e servizi stabiliti dagli accordi firmati due anni fa con la giunta Maroni. I 3 milioni accantonati da Palazzo Lombardia per il Crotta-Oltrocchi saranno spesi presto, a ottobre, quando la gara per i lavori di restyling del plesso, aperta a marzo, si concluderà.

I cantieri, attesi per fine anno, dureranno fino al 2018. Si procederà per lotti, onde evitare di chiudere reparti. A fine opere Vaprio avrà 37 letti in day e week surgery, per ricoveri leggeri, di due o tre giorni, e altri 10 di medicina. Più ambulatori potenziati e punto prelievi. Avrà cioè completato la svolta, in quell’ottica di razionalizzazione delle risorse sancita dalla Regione con la Riforma, che punta su strutture come questa per recuperare il 70% delle risorse (17 miliardi l’anno a bilancio per la sanità) drenate proprio dai cronici. I cittadini, però, sono preoccupati. «Vediamo solo tagli», da qui la decisione di scendere in piazza «per reclamare il nostro diritto alla salute». Il progetto vapriese, incagliato nei gangli della burocrazia si è sbloccato a fine 2015 grazie al pressing dei sindaci, Beretta in testa. L’azione dei Comuni ha smosso le acque e l’iter si è rimesso in carreggiata. Ma i tempi sono lunghi e «dell’ospedale a singhiozzo» i pazienti non ne possono più.