Liscate (Milano), 9 luglio 2018 - La tromba d'aria, la grandine e adesso la conta dei danni: «Ci prepariamo a un raccolto dimezzato». Sono ancora evidenti, di campo in campo, in tutta l’area sud della Martesana, i danni prodotti dal nubiragio con vento e grandine della settimana scorsa. Gli agricoltori si preparano a formalizzare dove possibile le richieste di risarcimento, e fanno fronte: «Putroppo sono situazioni che nel nostro lavoro si presentano. Anche se fenomeni così violenti non sono mai stati così frequenti come in questi ultimi anni». Renato Bellaviti è uno dei maggiori coltivatori diretti dell’area di Liscate, e referente locale del neonato distretto agricolo Adda-Martesana. I suoi campi di mais a ridosso della Provinciale, a pochi giorni dalla tempesta, sembrano passati sotto una pressa: la bufera di vento ha “allettato” ettari di piante in piena fioritura, completamente ripiegati su se stessi. «Questi sono 5 ettari - mostra - ma la situazione è generale. Qui da me è soprattutto il vento che ha portato devastazione: il terreno era morbido perchè si stava irrigando».

Il periodo non poteva essere peggiore. «Il danno in fioritura si traduce in una perdita economica sicura e ingente, perchè la produzione, se non viene azzerata, è molto minore. Per ora, naturalmente, non possiamo dire di quanto». Se il vento ha spazzato i campi di mais nel Liscatese, la grandine ha letteralmente fatto strage nella zona di Pioltello. «I danni maggiori - ancora Bellaviti - gli agricoltori li hanno avuti lì». Fra le aziende più colpite Cascina Croce, dove, oltre a 50 ettari di mais distrutti, vento e grandine hanno completamente devastato almeno 5 ettari di terreni di pomodori per uso industriale. Dalle ore successive la tempesta di martedì scorso non ci si è mai fermati: «Cerchiamo di salvare il salvabile». Per i titolari un danno incalcolabile, e un evento preoccupante: «Grandine di questo genere non se ne vedeva da anni. Quel che si vede ora è provvisorio: una vera conta dei danni potremo farla solo più avanti». La strage fra i campi in questa prima settimana di luglio è finita anche sotto la lente di Coldiretti: «In questa fase stagionale è proprio la grandine l’evento più temuto, perché ha effetti irreversibili e provoca la perdita dell’intero raccolto dopo un anno di lavoro». Nei giorni scorsi in Martesana, ma il quadro fosco è generale.