I libri da Villa Ida andranno alle scuderie
I libri da Villa Ida andranno alle scuderie

Trezzano Rosa (Milano), 6 marzo 2018 - Un sogno che si realizza, Trezzano lancia la nuova Cittadella della cultura. Trasloco in vista per la biblioteca che triplicherà, trasferendosi da Villa Ida alle scuderie, dependance della dimora novecentesca acquistata dal Comune nel 1992. Un gioiello da valorizzare. L’operazione è da mezzo milione di euro, necessari per il recupero delle vecchie stalle sottoposte a vincolo storico. Duecentomila ce li mette direttamente il Palazzo, sono appena arrivati alla voce oneri di urbanizzazione grazie all’ampliamento di un’azienda, il resto, la giunta l’ha chiesto a Roma. La scintilla è scoccata analizzando a fondo il bando del governo per le zone terremotate, che non si limita, però, solo a quelle per il recupero sismico di stabili di proprietà pubblica.

"Un'opportunità che non ci siamo lasciati sfuggire", spiega il consigliere di maggioranza Adelio Limonta. E così dall’hinterland è partita la domanda per la capitale. Ma c’è pure un’altra chance, e cioè l’Art bonus, il nuovo mecenatismo culturale inaugurato dal ministero, che prevede un  credito di imposta per chi fa donazioni in questo campo. Entro fine anno, con i soldi sicuri, via ai cantieri e alla prima tranche della riqualificazione che fa coppia con la nascita del Centro anziani, un altro progetto realizzato con strumenti simili, considerato “il fiore all’occhiello” della piccola piazza della Martesana. L’intervento sulle scuderie è un ulteriore tassello dell’investimento cominciato negli anni Ottanta con l’acquisto del parco della Villa, splendido polmone verde che fa da sfondo anche alla sala consiliare, al piano terra della dimora e che, dopo l’addio della biblioteca, resterà esattamente dove si trova adesso. Oggi nelle antiche stalle c’è la scuola di musica con sala prove, prima c’era un centro giovanile che ha perso smalto. Il nuovo polo culturale "ha lo scopo di rilanciare questi spazi, offrendo luoghi di aggregazione suggestivi e funzionali ai nostri ragazzi", ancora Limonta.

"Il fund raising, la ricerca di fondi, è fondamentale per un borgo delle nostre dimensioni - spiega il consigliere - senza l’analisi accurata di bandi e risorse esterne non potremmo offrire alla comunità progetti come questo. Non abbiamo neanche il personale". Trezzano, nella top ten dei Comuni più virtuosi di Italia, lotta da anni con una pianta organica risicata. Ha un addetto ogni 515 abitanti (9 dipendenti più 4 in convenzione), contro una media nazionale di 1 ogni 151. Dopo le severe norme imposte dal governo e il blocco del turnover che ha impedito di sostituire i pensionati, la spesa per il personale è scesa da 730mila euro a 511mila (pari al 18,2% del bilancio, da Nord a Sud è il 25%). Cioè, 96 euro pro capite, contro i 300 del Paese. Il sindaco Daniele Grattieri fa le fotocopie, mentre Limonta corre al cimitero per assegnare i loculi. Due volontarie smistano le chiamate al centralino e prendono appuntamenti. "In municipio andiamo avanti così, ma non ci lasciamo piegare dalle difficoltà. Anzi, guardiamo avanti". "Abbiamo le carte in regola per ottenere i contributi", giurano in Comune. Ora, non resta che aspettare la burocrazia.