Segrate (Milano), 6 settembre 2018 - Abbandoni "multirazza" , episodi assortiti di maltrattamento e un nuovo Sos randagi. Come ciliegina sulla torta di un’estate bollente, l’altra mattina un pacco dono davanti al cancello del rifugio della Lega Nazionale del Cane: una cucciolata in uno scatolone, tre cagnolini di pochi giorni di vita. Saranno svezzati a cura dei volontari. «I nostri ingressi sono videosorvegliati, cercheremo di capire chi li ha lasciati. Ma è un pessimo, orribile segnale. Perché non accadeva da tempo». Il resoconto dell’estate animale in Martesana è di Elisa Cezza, in forza al rifugio segratese della Lega del Cane e referente Uda a Gorgonzola e Vimodrone.

È agli sgoccioli n’estate difficile. Abbandoni, innanzitutto. «Non solo di cani e gatti, ma anche di conigli, cavie peruviane, criceti, uccellini. Se viene da Milano la notizia del ritrovamento di un giovane boa in un garage, a Segrate qualcuno ha abbandonato un criceto con gabbietta in un sacco dell’immondizia, ritrovato senza vita. In un altro paese della zona sono state ritrovate sempre in una gabbietta due cavie, e a Cologno due pappagalli esotici. A Segrate è stata trovata una tartaruga d’acqua per strada. E l’elenco potrebbe continuare». Dalla cronaca casi di maltrattamento: «A Bussero è stato ritrovato un cane morto nel naviglio, presumibilmente affogato con una pietra al collo. Vi sono segnalazioni di esche avvelenate, sempre da verificare. Ma ci sono modi diversi di maltrattare un animale. Uno di questi, sempre più diffuso anche da noi, quello di andarsene in vacanza lasciando cane o gatto in casa da soli, talvolta sul balcone o negli orti, senza cibo o acqua, sotto il sole o la pioggia».

Niente peli sulla lingua della battagliera Elisa. Il record di abbandono nei rifugi spetta ai cani molossi. «Senza colpevolizzare Pitbull, Amstaff e affini, è innegabile che queste tipologie di cani non siano gestibili da chiunque, e che spesso finiscano nelle mani più sbagliate, dai delinquenti agli inesperti, di solito molto giovani. Le conseguenze sono sequestri, interventi per episodi di aggressività, richieste di cessione alle strutture. Il Canile di Milano in tal senso è una cartina al tornasole. Ma da noi non va meglio: moltissime e quotidiane questi mesi sono state le telefonate da parte di persone che chiedono di ritirare il loro cane, diventato “pericoloso”. È necessario, seppure l’ iniziativa possa risultare “politicamente” scomoda, prendere provvedimenti che regolino seriamente il possesso di questi cani».