Segrate (Milano), 8 maggio 2018 - "Riattivare le telecamere a Linate è una scelta unilaterale che ritengo illegittima e inaccettabile, visto che le predette telecamere insistono sul territorio del Comune di Segrate". Ieri mattina Palazzo Marino ha riacceso gli impianti che scattano multe in automatico nell’area parcheggio delle partenze, nelle stesse ore Paolo Micheli ha inviato una richiesta di diffida al prefetto Luciana Lamorgese. Il sindaco di Segrate è pronto a dare del filo da torcere a Milano, sul piatto ci sono i 3 milioni di euro che ogni anno entrano nelle casse di Palazzo Marino con le multe scattate all’aeroporto Forlanini. "Visto le difficoltà riscontrate nel trovare un’intesa con Milano - scrive Paolo Micheli - e volendo evitare l’insorgere di un contenzioso tra gli enti locali coinvolti, chiedo al prefetto di intervenire nell’immediato con tre azioni: indicando al Comune di Milano di non riattivare le telecamere, organizzando un tavolo di coordinamento tra i due Comuni e favorendo l’individuazione di una soluzione condivisa".

Nella missiva, inviata attraverso posta certificata, Micheli ribadisce con forza e in più punti l’illegittimità delle telecamere installate da Milano nella zona delle partenze che, in realtà, si trova sul territorio di Segrate. "Benché la disciplina della circolazione all’interno degli aeroporti civili spetti al direttore della circoscrizione aeroportuale, le attività di polizia stradale non possono essere svolte da qualsiasi polizia locale, essendo riservate per legge ai corpi e ai servizi di polizia municipale nell’ambito del territorio di competenza. Si tratta di una regola generale che non trova deroghe per le aree aeroportuali", sottolinea Micheli.

Oltre al prefetto Luciana Lamorgese, la lettera è arrivata anche al vicesindaco milanese Anna Scavuzzo e ai dirigenti di Sea ed Enac. In passato Segrate, Milano e Peschiera avevano stipulato protocolli con cadenza annuale per la gestione dei servizi di polizia locale dell’area aeroportuale, documenti che davano la possibilità alle tre città di infliggere multe alle auto in sosta. "Quei protocolli sono scaduti - sottolinea Micheli -, Milano non ha titolo per esercitare in via esclusiva e unilaterale un controllo viabilistico su accessi che ricadono interamente e ampiamente sul territorio di Segrate. Diversamente, la riattivazione delle telecamere sarà possibile solo quando gli impianti saranno collegati alla centrale operativa della polizia locale di Segrate, oppure sarà necessario un accordo tra il Comune di Segrate e quello di Milano per la gestione congiunta della funzione di controllo". A riavviare la guerra è stata la decisone della magistratura civile, che ha ritenuto legittime le sanzioni comminate agli automobilisti dalla polizia locale di Milano. "Non c’entra - risponde Micheli - perché la legittimità dei verbali è questione diversa dal tema della legittimità degli atti e delle attività assunte in violazione delle prerogative spettanti al Comune di Segrate".