L’ingresso del Centroparco e la pista ciclabile si troveranno nel caos delle auto dirette al nuovo centro commerciale
L’ingresso del Centroparco e la pista ciclabile si troveranno nel caos delle auto dirette al nuovo centro commerciale

Segrate (Milano), 16 maggio 2019 - Uno "scambio" di aree edificabili a discapito dell’ambiente, un progetto spostato da una parte all’altra della città con un aumento di volumetrie che potrebbe snaturare l’ingresso del Centroparco. È l’accusa lanciata dalla Lega alla maggioranza segratese, tacciata di essere ambientalista a giorni alterni. Nel mirino della protesta c’è la costruzione di un magazzino discount sull’area di fronte alla Chiesa di Lavanderie: 17mila metri quadri di cemento che verrà colato a ridosso del parco più pregiato di Segrate. 

"E' stato fatto uno scambio tra due aree di proprietà della stessa società - spiegano i consiglieri del Carroccio, Vittorio Rigamonti e Andrea Donati -: per rendere a giardino un piccolo terreno all’ingresso di Milano 2, già pesantemente compromesso dalla Cassanese, la maggioranza ha reso edificabile una zona di pregio di Lavanderie, paesaggisticamente integra e di grande impatto visivo. E nel cambio, il discount verrà ampliato con un aumento di volumetrie quasi del 50%. Questo significa che l’ingresso del Centroparco e la pista ciclabile si troveranno nel caos delle auto dirette al nuovo centro commerciale". Il cambio di destinazione d’uso è passato in consiglio comunale e il nuovo progetto - che passerà da 11mila e 600 17mila metri quadrati - è già stato approvato in giunta. "È un enorme errore di valutazione – continuano i due consiglieri – perché tra le due aree vi sono differenze sostanziali, anche di carattere economico, e non possono essere equipollenti. Da qui il possibile dubbio che vi sia, nelle pieghe dei nuovi accordi, possibili danni erariali nella valutazione delle aree». Ma non solo.

"Che fine fa il corridoio ecologico tra il parco e il Golfo Agricolo, visto che ora sarà interrotto da un volume commerciale?", si chiede Donati. "Può essere quest’area trattata in modo diverso da quanto è successo con il Golfo, quasi ci fossero due pesi e due misure - aggiunge il consigliere -: questo ci fa pensare che la battaglia per la del Golfo sia stata solo una promessa elettorale, nulla c’entrava la tutela dell’ambiente". Il Carroccio sedeva in maggioranza ai tempi del vecchio Pgt. "La Lega, checché se ne dica, è sempre stata ecologista e basta leggere il programma politico del 2010 per rendersene conto - ricorda Rigamonti -. Abbiamo votato sì in sede di adozione del Piano per l’importanza di acquisire l’area a servizio e la formazione del Centroparco. Successivamente abbiamo convintamente votato no in sede di approvazione del Piano in giunta per la costruzione del volume sull’area, ora divenuta giardino pensando ad una diversa collocazione dei volumi. Mai avremmo dato assenso a costruire sull’area in fronte alla chiesa di Lavanderie perché quest’ area era stata pensata e fortemente voluta come qualificante ingresso al Parco come porta di ingresso a Segrate per l’area a giardino".