Segrate (Milano), 10 settembre 2018 - Diciannovesima edizione delle Api d'Oro, cerimonia  «certamente meno nota e importante rispetto a benemerenze civiche più blasonate, ma ricca di valore e significato per una città che ancora una volta ha saputo mostrare il suo volto migliore». È un Paolo Micheli emozionato, il sindaco che ancora una volta, assegna le benemerenze a chi «per meriti, capacità e impegno – ha detto all’affollatissima presentazione nella sala civica del centro Giuseppe Verdi – ha dimostrato come la nostra città sappia esprimersi al meglio». Con nomi e volti capaci di ottenere riconoscimenti ben oltre i ristretti confini comunali, come nel caso del noto virologo, immunologo e ricercatore del San Raffaele di Milano Roberto Burioni, cittadino segratese conosciuto anche per l’impegno prestato nella divulgazione sul delicato tema dei vaccini e del contrasto alla disinformazione, o dell’altrettanto volto noto, ma in tutt’altro campo, quello del colonnello Mario Giuliacci esperto indiscusso di previsioni meteo, ma anche cittadini benemeriti che si sono distinti in campi professionali, sociali e culturali. Premiati quindi anche Mascia Bartesaghi, impegnata nel mondo della scuola, Giuseppina Pugliese Limentani, inarrestabile anima del quartiere San Felice e Tommaso Rossini, ricercatore, fisico, inventore e anche ex amministratore comunale.

È però Roberto Burioni a offrire l’immagine più potente del valore e del significato delle benemerenze: «Sono doppiamente onorato nel ricevere l’Ape d’oro, in primo luogo perché arriva dal primo posto che posso chiamare casa, poi per il simbolo stesso, l’ape, animale pacifico e operoso, che però se disturbato punge. E in certi casi, per combattere oscurantismo e disinformazione è proprio necessario pungere». Emozionato, il virologo ha raccontato come Segrate sia stata la prima città dove si è fermato e ha posto le radici sue e della sua famiglia con la moglie Annalisa e la figlia dopo anni in giro per il mondo. Anche il metereologo più famoso d’Italia ha sottolineato come il premio ricevuto dalla sua città e da quel sindaco che è stato anche alunno alle scuole elementari della moglie Valeria, sia uno dei «più bei riconoscimenti di cui la vita mi abbia mai gratificato».