I rilievi dei carabinieri
I rilievi dei carabinieri

Segrate (Milano), 13 novembre 2019 - La scorta è stata accerchiata da quattro uomini a volto coperto, i banditi hanno puntato le pistole e fatto fuoco. È stato in quel momento che le guardie del furgone portavalori hanno reagito al fuoco per difendersi, attimi di tensione scanditi da una quindicina di proiettili sparati nel vuoto. Forse uno dei ladri è ferito e questo potrebbe accelerare il ritrovamento della banda, gli inquirenti stanno monitorando il pronto soccorso degli ospedali in attesa che qualcuno si faccia vivo.

È una delle ipotesi che si starebbe facendo largo nel ventaglio delle ricostruzioni della rapina consumata lunedì mattina a Segrate, un assalto in piena regola a un blindato portavalori davanti al punto vendita della Bricoman. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Milano, con il supporto i militari della Compagnia di San Donato, stanno incrociando i rilievi per stabilire la dinamica definitiva, ma dai primi elementi emersi sul posto sembrerebbe che a scatenare l’inferno siano stati i quattro banditi. Ieri mattina sono iniziate le verifiche dei filmati girati dalle telecamere di sorveglianza installate sia alla Bricoman di via Piaggio, sia negli altri punti vendita dell’area commerciale di Segrate. "L’attacco è stato brutale – racconta Franco Ghisi, amministratore delegato di Mondialpol di Milano -: non appena le guardie hanno prelevato il contenitore con i soldi, i malviventi hanno sparato a bruciapelo. Due banditi erano nascosti dietro al furgone, un altro ha attaccato e forse nell’auto usata per la fuga c’era un complice. Tutto si è consumato in meno di un minuto. La scorta si è difesa seguendo le procedure corrette, le nostre regole di ingaggio prevedono che possiamo fare fuoco solo per difenderci".

Il caposcorta – un 50enne di grande esperienza, un vigilantes che lavora in Mondialpol da 28 anni - è stato colpito alla gamba e allo zigomo dalle schegge dell’ogiva dei proiettili, le sue condizioni stanno migliorando e nelle prossime ore verrà sottoposto a un intervento chirurgico per estrarre le schegge di metallo della calibro 9 dei banditi. "Forse un malvivente è rimasto ferito – continua Ghisi -, se così fosse sarebbe più facile trovare i responsabili dell’attacco. Magari nelle prossime ore qualcuno potrebbe presentarsi in ospedale, le ferite da arma da fuoco potrebbero insospettire i medici". Un lavoro difficile, sempre e sposto al pericolo. "I nostri uomini sono molto preparati – sottolinea Ghisi -, perfino i carabinieri ci hanno fatto i complimenti per il sangue freddo e le modalità con cui la scorta ha reagito alla rapina. I nostri uomini vengono addestrati in un poligono in Sardegna, organizziamo training per i gruppi di tutta Italia, abbiamo 3mila uomini in servizio. A differenza di altri, non ci limitiamo all’addestramento di tiro al bersaglio previsto dai regolamenti, ma simuliamo le dinamiche e i pericoli del nostro mestiere, in modo che i nostri uomini sappiano affrontare ogni evenienza senza esporsi al pericolo". Tanti gli attacchi, ricorda l’ad: "Tre mesi fa un altro dei nostri furgoni portavalori è stato rapinato, non c’è stato nessun conflitto a fuoco, ma i ladri hanno portato via il bottino".