I sommozzatori scandagliano i fondali della Muzza
I sommozzatori scandagliano i fondali della Muzza

Truccazzano (Milano), 29 gennaio 2018 - Nell'auto il segreto della morte di Sara Luciani, nuove giornate di ricerche nel canale Muzza. Gli uomini del Nucleo Subacquei dei Carabinieri di Genova sono arrivati in riva all’Adda ieri in tarda mattinata, hanno tenuto il briefing di rito con i colleghi della Compagnia di Cassano d’Adda e per tutto il giorno, ancora una volta dopo molti mesi, hanno scandagliato i fondali del canale che, in luglio, ha inghiottito l’autovettura di Manuel Buzzini, il fidanzato di Sara. Le ricerche proseguiranno oggi per tutto il giorno. Un tentativo in extremis. Lunghe giornate di ricerche, nei giorni della tragedia e poi nei mesi successivi, non avevano dato alcun risultato.

La Golf grigia su cui i ragazzi avevano lasciato Melzo la notte del dramma sembra inabissata in un buco nero. Così come la soluzione del giallo. Era la notte fra il 9 e il 10 luglio quando Sara e Manuel, fidanzati da tempo, si erano allontanati in auto da Melzo, dove vivevano insieme da qualche tempo. Con loro sulla Golf grigio scuro anche un amico del giovane, che li aveva però lasciati dopo poche ore. Di qui, il buio. La mattina del 10 il ritrovamento del cadavere di Manuel, suicida per impiccagione nel cortile della nonna, i pantaloni e le scarpe bagnati e sporchi di fango. Sara scomparsa nel nulla. Il canale Muzza aveva restituito, dopo pochi giorni di ricerche, i paraurti della golf. Per restituire ai familiari Sara, che oggi riposa al cimitero di Vignate, si era dovuto attendere sino alla mattina del 13 luglio, quando il corpo della sfortunata giovane era affiorato a Paullo, sull’ansa del canale a ridosso della casa delle acque di via Buonarroti.

Nessun responso dall’autopsia della ragazza, che ha accertato solo che Sara finì nel canale già morta: nessuna certezza su violenze subite, l’esame autoptico aveva escluso l’assunzione di droghe. Un mistero sempre più fitto. L’autovettura, secondo gli inquirenti, potrebbe fornire risposta almeno a qualcuno degli interrogativi ancora aperti. Non si sa quando e in che circostanze l’auto sia finita in acqua: l’ipotesi è che il “punto zero” di questo dramma sia a Truccazzano, poco lontano dal cimitero dove, più di una volta, è stato allestito il campo base delle ricerche. Non si sa se Sara fosse a bordo, o se sia finita, o sia stata gettata, in altro punto.

L’indagine, condotta dai carabinieri di Cassano d’Adda e coordinata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dal pm Michela Bordieri, prosegue. Le ricerche dell’auto sono state riprese e sospese più volte. Questa nuova tranche di lavoro sull’acqua era già prevista: i carabinieri contano su una pure minima riduzione della portata in alveo, e su una corrente meno violenta. Il tratto sotto osservazione sempre lo stesso, quello fra Truccazzano e Paullo.