Al sovrappasso vanno rifatti i giunti
Al sovrappasso vanno rifatti i giunti

Trezzo sull'Adda (Milano), 14 dicembre 2018 - Giunti quasi completamente erosi, arriva il cantiere sul ponte di Trezzo che chiuderà completamente al traffico, come il San Michele a Paderno. In città il provvedimento durerà poche settimane, ma il rischio paralisi dell’intera area è concreto, anche se «l’intervento è indispensabile per la sicurezza di tutti», spiega il sindaco Danilo Villa che chiede già «pazienza».

Tecnici e operai di Città metropolitana, proprietaria dello strategico viadotto che collega l’hinterland alla Bergamasca, si metteranno all’opera appena la temperatura sarà stabilmente a 5 gradi, si stima fra un mesetto. Nel frattempo, Comune e Palazzo Isimbardi dovranno mettere a punto una viabilità alternativa. Incerti i tempi della cura, «una manutenzione simile 10 anni fa durò tre mesi – ricorda Villa – ma è difficile prevedere cosa troveranno gli esperti, che ne approfitteranno per effettuare anche importanti prove in condizioni irripetibili, cioè a cavalcavia completamente scarico».

«​Dobbiamo riuscire a garantire almeno i collegamenti con i mezzi pubblici», aggiunge il primo cittadino che sa già che «l’unica alternativa possibile è l’A4, esattamente come nel 2008». Fu l’autostrada, allora, a non fare saltare il banco e i nervi ai 23mila pendolari che ogni giorno fanno la spola da una sponda all’altra del fiume. «Senza incanalarla, questa enorme massa di mezzi si riverserebbe in centro, è ovvio che vada indirizzata», ancora Villa. I giunti da sostituire sono «almeno quattro», e precisamente al centro della campata «dove c’è la T che sostiene il ponte», sottolinea il sindaco. Era stato proprio lui a pretendere controlli straordinari dopo lo stop di Rfi al viadotto di Paderno. Da allora, migliaia di macchine e di camion hanno ripiegato su Trezzo per attraversare l’Adda, «aumentando ulteriormente gli enormi problemi di traffico con i quali ci misuriamo ogni giorno». Ieri, l’ultimo «bruttissimo esempio». L’incidente sulla Milano-Bergamo ha mandato in tilt tutta la zona, i caselli sono stati chiusi e «noi siamo rimasti completamente bloccati dalle 6,30 alle 11: pazzesco», dice Villa che teme sia stata una prova generale di quel che accadrà con il nuovo cantiere «se non si stabilisce in fretta dove deviare le code».

L'obiettivo adesso è sistemare i raccordi che sostengono il cavalcavia «prima che la situazione degeneri e si rendano necessarie misure drastiche come quelle adottate nel Lecchese». Qui non c’è nessun rischio crollo, ma quello che la «struttura si stressi fino a compromettersi, se non si sistemano i problemi evidenti». Una situazione che fa tornare di attualità gli altri due interventi strutturali sulla mobilità che Trezzo chiede da tempo: il prolungamento della metropolitana da Gessate e «un altro ponte sull’Adda. Solo così potremo evitare di morire soffocati dallo smog».