Pioltello (Milano), 31 ottobre 2015 - L'ex Sisas di Pioltello e Rodano torna a far parlare di sè. A riportare agli onori delle cronache il caso dell’area di 305 mila metri quadri, contaminata da un’ex industria chimica e poi al centro di una lunghissima (e discussa) opera di bonifica, è la decisione, presa dalla Giunta Regionale lo scorso 23 ottobre, di acquisire, con una tranche di 17 milioni di euro, l’area in questione che al momento era ancora in capo alla società Tr Estate due (gruppo Grossi) che ne aveva seguito da vicino, in un primo momento, l’opera di bonifica. L’azienda poi non è riuscita a completare i lavori pattuiti con la Regione e a proseguire nella bonifica, limitandosi a bonificare una delle tre discariche previste dal cronoprogramma. Per evitare una salata sanzione dell’Unione Europea, i lavori furono poi ripresi in tutta fretta, con il commissariamento dell’area, l’intervento del commissario straordinario Giuseppe Pelaggi, e il lavoro di un altro soggetto, la Daneco, che insieme riuscirono a completare nei tempi il piano di bonifica, finito comunque sotto la lente della magistratura.

Questo passaggio è stato alla base di una contesa, arrivata al Consiglio di Stato, tra Regione Lombardia e la società Tr Estate e decisasi a favore di quest’ultima. La Corte d’Appello del Tribunale Amministrativo, infatti, ha stabilito che nonostante «il parziale inadempimento della società degli obblighi di smaltimento e bonifica assunti», «tale inadempimento parziale non può conseguire il mancato riconoscimento di ogni costo per le attività realmente svolte e certificate». Il lavoro fatto, sembrano dire i giudici, va comunque pagato.  Da qui, da una chiara sentenza del Consiglio di Stato la decisione da parte della Giunta Regionale di mettere mano al «Fondo Rischi Contenzioso Legale» e di rilevare l’area, per la quale, entro 1 anno, occorrerà indicare il soggetto pubblico o privato a cui trasferire la proprietà.

 Una decisione che però appare poco limpida al gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle che, attraverso il consigliere Stefano Buffagni, si prepara a presentare un’interrogazione in merito. È lo stesso Buffagni a spiegare che cosa non torna al gruppo pentastellato: «In primo luogo lo stato effettivo del terreno sottostante l’area ex Sisas: è finita davvero la bonifica? E poi- continua il consigliere regionale- perché il valore dell’area acquisita è stato stabilito in 17 milioni di euro? Su che base? E soprattutto: una volta acquisita l’ex Sisas che succederà su quel terreno?».