La sparatoria di via Mozart
La sparatoria di via Mozart

Pioltello (Milano), 7 gennaio 2015 - Killer addestrati a sparare, dal sangue freddo e abituati a coprirsi le spalle a vicenda per non esporsi «al fuoco» dell’avversario. È l’identikit dei tre uomini che lo scorso 15 dicembre hanno scatenato una sparatoria al Bar Sport di via Mozart, uccidendo un cliente – il 26enne Mrishaj Endri, un albanese con precedenti per spaccio – e ferendo alle gambe il barista, anche lui albanese. Gli inquirenti hanno passato al setaccio per settimane i fotogrammi del sistema di sorveglianza del locale e della telecamera di sicurezza installata dal Comune all’angolo della strada, il cui occhio elettronico punta esattamente sull’ingresso del bar.

Un lavoro certosino che ha portato al confronto dei volti dei tre uomini con i profili già noti ai militari della zona, per cercare di capire se gli autori di questo assurdo gesto criminale siano clienti abituali del bar. Dal Nucleo operativo di Monza, non sembrano avere dubbi: il loro identikit non corrisponde ai profili della banca dati delle forze dell’ordine, non sembrerebbero menneno avere dei precedenti penali. Sicuramente non sono di Pioltello, altrimenti al Satellite li avrebbero riconosciuti tutti, l’ipotesi è che si tratti di forestieri. I testimoni che hanno assistito alla sparatoria parlano di aver sentito un accento georgiano nelle parole di chi ha aperto il fuoco.

La modalità usata durante la sparatoria è da veri «professionisti». Sono stati attenti a non lasciare impronte digitali in giro, chi ha sparato indossava dei guanti di lana nera. Uno dei tre uomini è rimasto sulla porta d’ingresso e, inquadrato dalla telecamera comunale, ha dato mostra di essere abituato a guardare le spalle ai complici. Gli altri due hanno impugnato i revolver: il primo ha sparato 7 o 8 colpi contro i presenti, prendendo in pieno il 26enne seduto al tavolo e il barista, mentre il secondo gli ha coperto le spalle con l’arma puntata.

Per il momento, non sarebbero emersi elementi che farebbero pensare ad un regolamento di conti, anche se i killer erano dei veri professionisti. I tre uomini avevano trascorso la serata alle slot del locale, perdendo somme considerevoli di denaro,sicuramente qualche migliaio di euro. E avevano bevuto di tutto, soprattutto superacolici. Infuriati per la «serata sfortunata», si sono arrabbiati, chiedendo altri alcolici. Il barista si è rifiutato di servirli e lo ha mandati via: loro sono usciti per un attimo e poi, acceccati dall’ira, sono tornati e hanno aperto il fuoco.