Il paraurti posteriore era impigliato nelle griglie della centrale idroelettrica a Paullo
Il paraurti posteriore era impigliato nelle griglie della centrale idroelettrica a Paullo

Melzo (Milano), 30 giugno 2018 - Il segreto di Sara Luciani è nascosto nel suo corpo. I patologi dell’Istituto di medicina legale di Milano sono al lavoro per scrivere la verità sulle cause della morte della 21enne di Melzo ripescata nella Muzza il 13 giugno, cinque giorni dopo la scomparsa. Mentre è ancora buio fitto sulla Golf grigia, prima tomba della giovane, sparita con lei. L’8 giugno, l’ultima sera della sua vita, era uscita con il fidanzato Manuel Buzzini, l’operaio 31enne che si è impiccato nel cortile di casa della nonna all’alba del giorno dopo. Con loro, un conoscente, testimone-chiave nell’inchiesta aperta per istigazione al suicidio contro ignoti. Il coetaneo del metalmeccanico ha raccontato ai carabinieri di Cassano della droga consumata con l’amico, prima di lasciarli vivi e vegeti.

Buzzini è stato cremato giorni fa in forma strettamente privata, lui e Sara, che convivevano da un anno, non faranno l’ultimo viaggio insieme, la salma di lei è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria, la data delle esequie verrà fissata solo dopo il nulla osta, cioè alla fine degli ulteriori accertamenti disposti sul cadavere per fare luce sul giallo. L’ipotesi più accreditata prima che la disoccupata riemergesse dal canale era che il fidanzato l’avesse uccisa e spinta in acqua con la macchina. Ma sulla ragazza non sono stati trovati segni di violenza. Nessuna coltellata, né colpi di pistola e neppure ecchimosi da strangolamento. Per chiarire cosa sia successo esattamente fra i due si attendono gli esiti dei test tossicologici che permetteranno agli inquirenti di afferrare il bandolo della matassa. Le ricerche della macchina, andate avanti inutilmente per due settimane, riprenderanno solo a fine estate. Cioè, quando la riduzione della portata del corso d’acqua, oggi di 100 metri cubi al secondo, permetterà ai sommozzatori di raggiungere i punti ciechi ancora inesplorati. I mulinelli e le chiuse nelle vicinanze, per ora, esporrebbero i sub a rischi troppo elevati.

Resta attivo il monitoraggio di superficie, se la Muzza dovesse restituire altre parti dell’auto come già successo con il paraurti posteriore impigliato nelle griglie della centrale idroelettrica a Paullo, scatterebbe una nuova battuta. La stessa procedura messa in campo dopo l’avvistamento di Sara da parte di un pescatore. Resta l’angoscia di due famiglie e di una comunità che non sanno darsi pace per quello che è successo. Le indagini sul rapporto di coppia hanno fatto emergere un quadro in chiaroscuro, con lei innamoratissima ma spaventata negli ultimi tempi da quel fidanzato che l’avrebbe anche picchiata e lui descritto da tutti come un bravo ragazzo ma con un’ombra che si era ripresentata nella sua esistenza dopo anni di lotta per vincerla: la cocaina. Manuel era stato anche in comunità, sembrava essersi lasciato il passato alle spalle, ma era ricaduto in trappola. L’autopsia su di lui ha confermato che ne aveva fatto uso poche ore prima di stringersi un filo da pescatore attorno al collo.