Melzo (Milano), 16 giugno 2018 - Non è morta annegata, era già deceduta quando è finita in acqua. È questo uno dei pochi elementi certi emersi finora dai primissimi esiti dell’autopsia, eseguita ieri sul corpo di Sara Luciani, la ragazza di 21 anni ritrovata cadavere nelle acque del canale Muzza due giorni fa e che era scomparsa da Melzo, nel Milanese, la sera dell’8 giugno scorso, dopo essere uscita in macchina con il fidanzato Manuel Buzzini. Lui, operaio di 31 anni, poche ore dopo si è ucciso impiccandosi nel cortile della casa della nonna. Con loro c’era anche un amico che ha raccontato di aver assunto cocaina con Manuel e di essersene andato ad un certo punto della serata. Sulla sua versione sono in corso approfondimenti investigativi. 

Gli accertamenti, in ogni caso, non hanno sciolto i dubbi sulle cause della morte, anche perché al momento il medico legale, nominato dal procuratore aggiunto di Milano Maria Letizia Mannella e dal pm Michela Bordieri, non avrebbe individuato sul corpo segni evidenti di lesioni causate da armi o da strangolamento. I primi esiti degli esami hanno, invece, confermato che il decesso risale alla nottata tra l’8 e il 9 giugno scorso, mentre la giovane è stata ritrovata cinque giorni dopo. Alcuni segni presenti sul corpo, tra l’altro, come ad esempio una frattura all’altezza della mandibola, potrebbero essere stati causati dal trascinamento prodotto dalla corrente del canale. Per avere indicazioni più precise dagli accertamenti bisognerà attendere sessanta giorni quando saranno disponibili anche gli esiti tossicologici. Sospese le ricerche dell’auto nella Muzza. Al vaglio la posizione dell’amico della coppia.