L’inaugurazione del Civic Center e della scuola media con auditorium da 150 posti
L’inaugurazione del Civic Center e della scuola media con auditorium da 150 posti

Liscate (Milano), 24 novembre 2019 - Un modello da seguire in un Paese dove spesso le grandi opere si incagliano nel moloch burocratico senza mai vedere la luce. Ma non a Liscate che in meno di un anno taglia il nastro del Civic Center e della scuola media, la prima della sua storia, con auditorium da 150 posti, cuore del nuovo polo culturale, biblioteca e palestra per ragazzi e associazioni in un colpo solo. Quasi sei milioni di investimento Iva compresa interamente sostenuto dal Comune con un mutuo, «ma senza aumentare le tasse», ricorda la Giunta. Una scelta precisa sul futuro, «perché i ragazzi sono il nostro domani», dicono i due sindaci che ieri hanno avuto l’onore. L’ex, Alberto Fulgione che ha messo in cantiere l’iter dieci anni fa portandolo quasi a compimento, e il suo erede, Lorenzo Fucci, che a maggio ne ha raccolto il testimone e l’ha voluto al suo fianco nel pomeriggio più importante. Unica nota stonata della cerimonia, la pioggia.

Ma poco importa a chi ha fatto in modo che fosse tutto perfetto. A partire dall’edificio, «a pianta romana, solo che in mezzo non c’è una corte, ma un giardino di cento metri con una sorgente d’acqua». Deviata apposta per ricordare agli allievi le loro radici: Liscate è il borgo dei fontanili, ne aveva quindici, ora16. Dall’alto, le palazzine, su esplicita richiesta dell’amministrazione, formano un otto rovesciato, simbolo dell’infinito. «Qui tutto è metafora della vita», aggiungono gli amministratori parlando dei materiali impiegati, rigorosamente bio. Dal legno del pavimento, non un semplice parquet, ma travi spesse quasi due centimetri «per camminare su un terreno solido» e quelle del soffitto, altrettanto imponenti. Una scelta che va oltre il sostenibile, «le piante si trasformano, come noi», ancora Fulgione e Fucci. E poi vetrate ovunque, un rimando «alla trasparenza», valore essenziale. Attorno alle 11 aule è sorto un vero e proprio polo tutto-fare. I numeri: 3.675,94 metri quadri di stabile distribuito su più livelli, con un volume complessivo pari a 16.940,55 metri cubi. La procedura Bim (Building Information Modeling) ha consentito una progettazione innovativa, l’applicazione delle nuove indicazioni sugli appalti e un’accelerata all’iter, chiuso nell’estate del 2018. Ed è stato pure sottoscritto, primo caso in Italia, il protocollo britannico anti-controversie che ha evitato intoppi dalla posa della prima pietra, il 15 dicembre scorso, a oggi. In inverno, in due distinte cerimonie, la consegna del cantiere e la significativa intitolazione, la prima in Italia, a Etty Hillesum, intellettuale ebrea vittima dell’Olocausto.

Il 12 settembre sono arrivati gli alunni: 42, due prime. Senza la nuova scuola sarebbero andati alle Mascagni a Melzo come i loro compagni di seconda e terza rimasti dai vicini per continuità. Sono loro e le famiglie i veri protagonisti della festa. Al centro di un progetto didattico che ha visto la costruzione di spazi per le lezioni e laboratori. Tutto si basa sullo scambio, «Scuola e Civic Center vivono uno accanto all’altro in un’interazione continua che ci parla dei pilastri cardine per ciascuno di noi: istruzione, base di tutto, cultura, sport», sottolinea Fucci. Una mostra preparata dai ragazzi e dalla preside Laura Pecorini e visite guidate hanno portato il pubblico alla scoperta della cittadella. Fra i messaggi di auguri il più prezioso dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni è quello di Liliana Segre, la senatrice a vita sfuggita al campo di sterminio da bambina: «Una nuova scuola è come un giovane albero all’ombra del quale prende forma la coscienza civile dei giovani cittadini», ha scritto al sindaco. Parole che il primo cittadino, commosso, ha condiviso con tutti.