Il viavai

Liscate (Milano), 4 giugno 2018 - In seicento e passa nel capannone dismesso, il popolo dei rave sbarca a Liscate. La festa in uno stabile in disuso di un’azienda di elettronica, in via Guido Rossa, zona industriale. Sul posto, dalla nottata di sabato e per tutto il pomeriggio di domenica, i carabinieri. Arrivata anche, per due volte, l’ambulanza, necessaria a prelevare prima un 29enne vittima di un non meglio precisato infortunio e, quasi all’alba, una quarantenne che si è sentita male. Festa lunga. Solo dopo le 18 di domenica i partecipanti hanno iniziato a sciamare per le strade, diretti alla stazione dei treni di Melzo. O sono saliti su auto e furgoncini.

A organizzare il raduno il collettivo Bolla che nella notte tra venerdì e sabato aveva provato a occupare un capannone di Settimo Milanese, prima di essere sgomberato. A Liscate, invece, l’incursione è riuscita perfettamente. I ravers sono arrivati nella serata di sabato, in auto alcuni, in furgone altri, la maggior parte a piedi dalla stazione dei treni di Melzo. Ragazzi da tutto il nord Italia. Era già buio quando le segnalazioni sono fioccate e sul posto si sono diretti i carabinieri di Melzo e di Cassano d’Adda. Le forze dell’ordine hanno piantonato l’area per ore. Sul posto anche il sindaco Alberto Fulgione. Il party si è comunque prolungato. Domenica, intorno alle cinque di pomeriggio, la musica picchiava ancora. Solo nel tardo pomeriggio la situazione è tornata alla normalità.

«Sono stato avvertito nottetempo - dice Fulgione - e non appena possibile mi sono recato sul posto. I carabinieri sono stati presenti, hanno monitorato la situazione cercando di evitare tensione. Certo, un contesto molto delicato, ho potuto constatarlo personalmente». A Liscate la prima volta, «ma per quello che mi riguarda anche l’ultima. Farò quello che hanno già fatto miei colleghi sindaci altrove. Domani, immediatamente, contatterò la proprietà dell’immobile prescrivendo la messa in sicurezza. Bisogna rendere il sito fisicamente inaccessibile, non vorrei proprio dovermi ritrovare in questa situazione».

L’ultimo rave in zona si era tenuto a fine marzo all’ex Partesa di Cernusco sul Naviglio. Negli anni scorsi tre episodi di fila a Cassina de Pecchi, dove l’amministrazione comunale era stata obbligata ad adottare misure straordinarie per murare e isolare il capannone preso più volte d’assalto. Nell’ottobre scorso infine, dopo un affollatissimo rave alla ex Ital Momet di Truccazzano, fronte Rivoltana, indagini successive avevano portato alla bellezza di 82 denunce a piede libero nei confronti dei giovani partecipanti, tutti deferiti per disturbo della quiete pubblica e invasione di edificio privato.