Il concessionario fantasma chiuso dopo aver incassato i soldi dei clienti
Il concessionario fantasma chiuso dopo aver incassato i soldi dei clienti

Inzago (Milano), 1 dicembre 2019 - Vende le auto, incassa i soldi, poi abbassa la clair e scompare, naturalmente con le vetture: duecentomila euro "in fumo" in autosalone. Il fatto è avvenuto a Inzago, i contorni ancora mancano, le indagini sono in corso: primo obiettivo, recuperare, almeno in parte, il denaro versato dai compratori, secondo chiarire i dettagli della presunta truffa "a tutto motore". Nessun provvedimento, ad oggi, a carico del titolare dell’attività, un imprenditore bergamasco incensurato. I carabinieri lo avrebbero rintracciato nei giorni successivi alle denunce presentate e hanno già provveduto al blocco dei conti correnti. Tutto è avvenuto, nel giro di pochi giorni, in un salone d’esposizione e vendita autovetture che aveva aperto da poco i battenti sulla Padana superiore, in via Di Vittorio. In esposizione auto di varia tipologia, dalle Audi alle Alfa Romeo alle Fiat, in alcuni casi edizioni limitate o particolarmente sofisticate, sino alle Porsche o ad altri modelli di lusso, tutte in vendita, circostanza sospetta con il senno di poi, ma appetibile per i compratori, a prezzi inferiori sino al 40% rispetto a quelli di mercato.

Sul nuovo autosalone si sono immediatamente riversati acquirenti interessati da Inzago e dintorni. Ma il grosso è arrivato online, grazie alle offerte rimbalzate sui più popolari siti di compravendita di autovetture. Del nuovo store di auto, peraltro, comparivano online sito, indirizzo, partita iva e ogni dettaglio societario. Nel giro di pochi giorni, affari per quasi 200mila euro. Tutto da protocollo. Un primo contatto telefonico o via internet, poi il sopralluogo per visionare e provare l’automobile, il versamento della caparra. Infine, il saldo con bonifico bancario. A tutti i compratori sarebbe arrivata, nei giorni successivi ai pagamenti, una telefonata per concordare il giorno del ritiro dell’auto. Lo stesso per tutti. Ma nel giorno convenuto, sul posto, solo saracinesche abbassate e un cartello che annunciava la chiusura temporanea dell’esercizio. Nemmeno l’ombra di un’automobile.

Assente e irreperibile il titolare, il cui numero cellulare era stato in evidenza sul portale dell’attività. Assenti, gli addetti ausiliari alla vendita, tre, che, la settimana prima, avevano affiancato i compratori nella prova su strada. Per i malcapitati non è rimasta che la strada delle denunce ai carabinieri di Cassano. Ora l’indagine prosegue, ma sotto stretto riserbo. E in paese regna lo sconcerto. Fra i beffati alcuni inzaghesi e residenti in zona. Ma anche acquirenti in arrivo da altre città. Sicuro un fiorentino, che si era accaparrato una 500 Abarth dal valore di mercato di 16, 17mila euro a sole 10mila. "Ciò che posso dire - così l’assessore al Commercio di Inzago, Carlo Maderna - è che il titolare dell’autosalone aveva presentato a corredo della richiesta di licenza carte e documenti ineccepibili. Il salone risultava intestato a una società monomandataria regolare, e lui non aveva alcuna pendenza penale. Erano venuti sul posto, avevano provato le auto, fotografato le targhe e preso informazioni. Insomma, c’erano state le cautele del caso. Certo, i prezzi delle automobili potevano insospettire, ma evidentemente non c’era ragione di aspettarsi il peggio".