Mario Paschetta davanti a una sua opera
Mario Paschetta davanti a una sua opera

Inzago (Milano), 7 gennaio 2018 - Il fuoco e i ghiacci su pianeti lontani, il mistero dei confini dello spazio, frammenti e suggestioni da viaggi planetari, il posto della Terra nell’Universo: un inzaghese protagonista in una mostra evento della Nasa. L’artista “spaziale” è Mario Paschetta, milanese d’origine e inzaghese d’adozione, ex amministratore del Comune, da molti anni artista di successo e protagonista ad esposizioni internazionali. La mostra si chiama “Our Place in Space”, è promossa da Esa e Nasa.

Dieci artisti invitati a interrogarsi, davanti alla tela, sul posto occupato dalla terra nell’Universo e sulla grande sfida dell’esplorazione dello spazio. Artisti e astronomi coinvolti nel progetto hanno dato risposte per immagini, partendo dalle immagini restituite dal Telescopio spaziale Hubble, con colore e materia. Partita da Venezia l’anno scorso la mostra è approdata a Monaco di Baviera alla fine del 2018, da qui si sposterà alla volta di capitali europee, poi l’Australia, e poi gli Stati Uniti d’America, con capolinea Baltimora. Paschetta è fra i dieci artisti internazionali che sono stati chiamati a partecipare, con altrettante grandi opere-installazione, dove la pittura si mescola alla sperimentazione materica: disegno, colore, e frammenti originali di navicelle spaziali. Portano la sua firma i grandi pannelli “Rocks and fire” e “Water and ice”. «Quando, ormai tempo fa, fui contattato dall’organizzazione e invitato a partecipare non ci credevo, pensai ad uno scherzo. Invece era vero. E’ stato un grande, immane lavoro preparatorio. Ho partecipato agli eventi inaugurali, e ora credo seguirò, insieme agli altri artisti, le opere nel loro viaggio per il mondo». Un filone che potrebbe non esaurirsi in un solo evento: «Sono stato già contattato per una seconda mostra sulla Terra vista dalla Luna. Un impegno cui mi appresto a dedicarmi nei prossimi mesi. In queste opere, come nelle mie più recenti, sperimento l’utilizzo di pittura e materia, con tecniche complesse».

Paschetta non nasce pittore o artista. «Ho lavorato per anni in altro settore, ma sono figlio di artista, e ho sempre respirato l’ambiente. Per anni ho collezionato arte, e tessuto contatti con galleristi e collezionisti importanti. Quando ho iniziato a dipingere, così, da autodidatta, e da un giorno con l’altro, ero già “maturo”. È diventata la mia seconda vita». L’elenco delle partecipazioni a mostre e rassegne, e quello dei riconoscimenti, inizia nel 1998 e non si ferma. All’attivo dell’artista una lunga permanenza a New York, in un prestigioso atelier in compagnia di altri artisti. «Una grande esperienza». Ora tanti progetti e un bilancio di soddisfazione e modestia: «Ho scoperto di avere talento. Ma ho avuto anche fortuna».