Il centro culturale islamico Stella in via Boccaccio a Inzago
Il centro culturale islamico Stella in via Boccaccio a Inzago

Inzago (Milano), 5 luglio 2015 - La Digos smentisce ogni legame fra i Sergio, la famiglia jihadista di Inzago, e Stella, l’associazione culturale islamica che si riunisce in via Boccaccio. Così il sindaco archivia il dossier sul sodalizio, sotto osservazione da gennaio. Da quando Fatima, alias Maria Giulia, venne inserita nella lista italiana dei foreign fighters, i combattenti stranieri del Califfato. "Non avrei chiuso il fascicolo se non avessi ricevuto ampie rassicurazioni dalla polizia", chiarisce Benigno Calvi. Reduce da una seduta di Consiglio dove si sarebbe dovuto discutere di questo tema ancor prima degli arresti di padre, madre e sorella di Fatima. Ancor prima del clamore e dell’allarme degli ultimi giorni. "Via Boccaccio non è una moschea, se mi si passa il paragone con la nostra tradizione, direi che il centro islamico sulla Padana è più un oratorio che una chiesa", spiega il primo cittadino. "Abbiamo acquisito le testimonianze dei frequentatori: è vero, lì si prega, ma non solo. Si organizzano attività solidaristiche per chi è in difficoltà, corsi di italiano e incontri per l’integrazione". La verità per chi ha visto coi propri occhi è semplice: nel monolocale sopra al supermercato con tendine all’uncinetto, dietro un elegante portoncino verde di legno, ogni venerdì arrivano alla spicciolata fedeli da tutta la zona. Uomini, perché solo loro possono inginocchiarsi verso La Mecca in pubblico.

"Non esistono le condizioni per vietare una libera associazione di residenti – ribadisce Calvi – ferma restando la nostra disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine, che ho confermato alla Digos". In aula, l’altra sera, il sindaco ha scandito il proprio punto di vista: "Non mi aspettavo nulla di diverso", chiarisce. Ora dovrà fare i conti con chi non la pensa come lui, ma fuori dai confini cittadini. Danilo Villa, sindaco di Trezzo, chiuderebbe via Boccaccio, se ci fossero gli estremi. "E non sono certo che non ci siano, alla luce delle nuove norme in materia. Non si può camuffare una moschea anche se è in uno scantinato o in un appartamentino con altro. Sono luoghi dove religione e politica si intrecciano in un mix che noi non riusciamo a capire fino in fondo. E se c’è un rischio per la sicurezza si può ordinare la serrata, esattamente come si farebbe per qualsiasi locale pubblico ai limiti delle regole. Il termometro sociale su questi temi è sensibile". Calvi non enfatizza: "Stella è un centro polifunzionale dove non ci sono mai stati problemi di sorta. Se ce ne fossero, agiremmo di conseguenza".