La delegazione dei corrieri in piazza San Pietro a Roma

Cernusco sul naviglio (Milano), 14 maggio 2018 - Bastano 20 secondi di messaggio di Bergoglio per sperare, se vengono spesi per perorare la loro causa. Ieri, all’Angelus, il Papa ha salutato i 315 corrieri della FedEx che rischiano il posto dopo l’annuncio del colosso delle spedizioni di una pesante riorganizzazione. Obiettivo degli americani, adottare il modello Tnt, marchio acquisito tre anni fa. E, cioè, niente più dipendenti diretti, il personale verrà esternalizzato alle cooperative.

Contro il progetto l’appello del Santo Padre: «Mi auguro che le difficoltà che vivete si risolvano positivamente». Poche parole chiare, un messaggio inequivocabile, che se da solo non può raddrizzare la trattativa, certo non può essere ignorato. Francesco parla e loro, i fattorini che temono di finire in mezzo alla strada, esultano. Aspettavano fiduciosi in piazza San Pietro «la buona parola». Quando arriva, l’esplosione di entusiasmo viene immortalata dai telefonini che filmano il momento. In primo piano c’è uno striscione più eloquente di mille parole: «La mia FedEx non l’avrebbe mai fatto».

Da Nord a Sud, sono ventiquattro le filiali destinate alla chiusura. Quattro i posti in bilico negli uffici sulla Padana, a Cernusco, sede legale dell’azienda. I sindacati hanno scritto a Carlo Calenda, chiedendo un incontro urgente al ministro delle Sviluppo economico «per invertire la rotta».

«I fatturati crescono, l’e-commerce pure. Gli esuberi sono privi di senso», spiegano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. Per giovedì hanno proclamato un giorno di sciopero. L’Italia che viaggia in scatola si fermerà dalla Val d’Aosta alla Sicilia. La decisione è stata presa dall’attivo unitario nazionale dei delegati delle due aziende. «Dalla riunione è emerso un deciso no ai licenziamenti e ai falsi trasferimenti (117 annunciati) che si tradurranno in ulteriori tagli delle maestranze. Oggi, domani e dopodomani si terranno tre giorni di assemblee. Altre iniziative di protesta sono previste il 31 maggio e il 1 giugno».

Si lotta e si condannano le modalità del processo di integrazione tra FedEx e Tnt, alla base della ristrutturazione. Le tre sigle fanno sapere che si continuerà con tutte le iniziative necessarie «per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per invitare la proprietà a cambiare il piano che deve puntare realmente allo sviluppo delle attività e alla loro internazionalizzazione».