Cernusco sul Naviglio (Milano), 28 aprile 2018 - In meno di una settimana raccolte quasi 12 mila firme, cifra destinata a lievitare con lo scorrere delle ore. Su www.change.org è sempre in “primo piano” la petizione online lanciata per salvare i 315 posti di lavoro alla FedEx, con le adesioni che si susseguono senza sosta, secondo dopo secondo. L’obiettivo è quota 15mila. Certamente non basterà a convincere il colosso americano delle spedizioni, con sede italiana a Cernusco, a cancellare il maxi-piano di riorganizzazione ma è un segnale che non può essere ignorato. Come non potrà essere ignorato il messaggio di solidarietà ai lavoratori “in esubero” che Papa Bergoglio lancerà all’Angelus del 13 maggio.

Da Nord a Sud, sono ventiquattro le filiali destinate alla chiusura. Quattro i posti a rischio negli uffici sulla Padana, dove nelle scorse ore i rappresentanti sindacali prima e l’ad Stefania Pezzetti poi hanno incontrato i dipendenti. Nessuna novità per il momento: si è trattato di riunioni interlocutorie in vista dell’appuntamento di venerdì prossimo tra le parti. Permane, perciò, lo stato di agitazione proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti che hanno fermamente condannato le modalità del processo di integrazione tra FedEx e Tnt, compagnia acquisita nel 2015, con l’annuncio di 315 esuberi e 117 trasferimenti. Di fronte a tagli considerati «immotivati, visti i volumi di crescita dichiarati dalle aziende», le tre sigle fanno sapere che «saranno avviate tutte le iniziative di lotta per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per chiedere alle aziende di cambiare il piano di riorganizzazione che deve puntare realmente allo sviluppo delle attività e alla loro internalizzazione». L’ipotesi è infatti che FedEx voglia allargare il modello Tnt, dove facchini e corrieri non sono dipendenti diretti ma assunti dalle cooperative.