Cernusco sul Naviglio (Milano), 14 marzo 2018 - Il campo dedicato da Castello a risaia e le mille magagne del centro sportivo Scirea. Un weekend infernale, il grido dei Coyotes del Rugby Cernusco, "situazione vergognosa, si faccia qualcosa"; e il monito: "Pronti a presentarci in consiglio comunale, con i nostri piccoli atleti". La cronistoria del sabato di pioggia è al sito web del “Ce” e miete consensi. "Sabato ore 18:00 arriva a Cernusco il Delebio Rugby U14, un’ora e mezza abbondante di strada per giungere nella Città candidata a Città Europea dello Sport 2020. Giocare al Castello è impossibile, le piogge hanno reso il nostro campo principale impraticabile, una risaia. In più non c’è allacciamento alle rete fognaria e la fossa biologica è full: poco regolare, ma con uffici consapevoli".

Ci si gioca il piano B, lo stadio Scirea: "Dagli anni Ottanta si è solo rifatta la pista di atletica. Il risultato? Spogliatoi fatiscenti e senza acqua calda e illuminazione pessima con 1 torre spenta e 3 torri a meno del 50%. A chi come noi del “Ce” gira in lungo e largo l’Italia e porta i propri atleti tutti i week-end a calpestare campi di altre società, vedere tutto questo fa male. Ora, veramente, basta".

Ieri una prima risposta del sindaco Ermanno Zacchetti: "Che ci siano delle problematiche lo sappiamo bene. Tanto che nel mese di ottobre molti degli interventi richiesti in quella lettera (che né io né i miei uffici hanno ricevuto direttamente), sono stati inseriti nel triennale delle opere pubbliche. Entro qualche settimana saranno avviati i lavori, per 117mila euro, per l’efficientamento delle torri faro; e 100mila euro saranno spesi per la sistemazione del collegamento fognario. Docce fredde? Non mi risulta".

Ma la risposta non convince. "Gli interventi citati dal sindaco sono dovuti, non al rugby ma a tutti gli sportivi cernuschesi - dice il dirigente Enrico Quartiroli - il sindaco sa bene che le nostre problematiche sono molte. I nostri giovani atleti se ne vanno, proprio per il degrado del nostro campo e delle strutture. Per un gruppo come il nostro, che lavora nelle scuole, fa azione sociale, è un dolore". La protesta continua.