L'ex linificio fu al centro dello scandalo
L'ex linificio fu al centro dello scandalo

Cassano d'Adda (Milano), 21 novembre 2015 - Tangenti, arriva il risarcimento per Cassano: 587mila euro che gli imprenditori coinvolti nel vorticoso giro di mazzette che portò in carcere l’ex sindaco Edoardo Sala dovranno versare immediatamente. Prescritti dal reato di corruzione, ma costretti a ristorare l’intera città per il danno patrimoniale (cantieri e opere da rivedere per 149mila euro) e quello gravissimo di immagine (437mila euro) che la perla del fiume subì a causa dello scandalo. "Per anni sui media siamo stati la città delle mazzette", ricorda il primo cittadino Roberto Maviglia che parla della sentenza d’appello a carico dei costruttori.

L’impianto conferma sostanzialmente il verdetto di primo grado, che stabilì già in sede penale, come oggi, una provvisionale per il Comune ora solo ribadita. Pagheranno tanto quanto hanno versato per oliare le pratiche, questa la linea che la giurisprudenza ha assunto in casi come questo e la nuova sentenza non fa eccezione.

In tre erano stati condannati a pene da 2 anni e 2 mesi fino a 3 anni e 4 mesi di reclusione per avere ottenuto provvedimenti favorevoli su alcuni progetti urbanistici. Era stato invece assolto in primo grado "perchè il fatto non sussiste" un quarto imprenditore imputato, Vito Catoio, titolare dell’impresa Gadeca srl dichiarata "non responsabile per insufficienza di prove". A saldare dunque saranno solo Francesco Monastero, titolare della Sile Costruzioni, (condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione), Paolo Rimoldi (2 anni e 8 mesi) e Giovanni Battista Begnini (2 anni e 2 mesi oltre alla confisca di 50mila euro). Secondo l’accusa, nell’ambito della procedura di approvazione del Piano di governo del territorio avrebbero "concluso accordi corruttivi" con politici e funzionari pubblici per "il cambio di destinazione delle aree secondo i loro interessi privati". Ma è finito tutto in cavalleria. Tranne la parte economica: se non sborseranno il Comune "è pronto ad attivare tutte le procedure per il recupero del credito", avvisa Maviglia. Pignoramento compreso.

L’intreccio politica-costruttori si basava su quattro menti: l’ex primo cittadino Sala, il suo vice Ambrogio Conforti, il consigliere della Lega, allora assessore al Bilancio, Marco Paoletti. Il quarto era Sergio Bestetti, ex sindaco leghista. A lui, secondo la ricostruzione degli inquirenti, titolare di uno studio tecnico a Cassano, gran conoscitore sia del mestiere imprenditoriale che della macchina comunale, spettava il prezioso compito d’intermediazione fra imprenditori e amministrazione. I quattro avevano stretto un "patto" con Michele Ugliola, l’architetto con grattacapi anche nella prima tangentopoli del ‘92 e con suo cognato Gilberto Leuci, il cassiere della cricca.