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Cassano: "L’ex cava della Brebemi deve diventare un’oasi"

Raccolte 500 firme

di STEFANO DATI
Ultimo aggiornamento il 2 settembre 2018 alle 08:18
La lotta del Wwf

Cassano D'adda (Milano), 2 settembre 2018 -  «La natura, quella vera con la N maiuscola, mantiene il suo grande valore solo se non c’è neanche il minimo intervento da parte dell’uomo. Diversamente nulla è più naturale, a discapito dell’ecosistema che regola la vita di ogni essere vivente». È questa l’affermazione di Luciano Cairati, cittadino cassanese militante del Wwf in lotta per la difesa dell’area ex cava di prestito Brebemi. «L’amministrazione comunale non sa cos’è la natura - spiega il cassanese -: nel loro programma politico ho letto che vogliono trasformare quel posto in un luogo dove praticare attività ludico sportive con relative strutture realizzate allo scopo; azione che non hanno nulla a che fare con la natura. Quel laghetto artificiale, così come tutta l’area che lo circonda, dovrebbe rimanere così com’è allo stato naturale, a beneficio della fauna e di tutto il mondo degli animali». 

Pronte le firme raccolte da protocollare in Comune. « Non sono solo in questa battaglia - ha continuato - qui a Cassano sono in molti iscritti al Wwf a sostenermi. Ho raccolto 500 firme a sostegno di quella zona che dovrebbe restare al naturale così com’è. Dopo l’avvallo del Wwf saranno consegnate nelle mani del sindaco». Il cantiere per la costruzione della A35 che attingeva a quella cava per il terriccio, è stato chiuso nel 2014 e dopo i lavori di riqualificazione previsti nell’autorizzazione per l’uso della cava effettuati dalla società Brebemi, l’area, circa 100mila metri quadrati con enorme laghetto con una profondità di circa 25 metri, è stata consegnata al comune di Cassano. Annunciato per il 2017 il bando di gestione per la ex cava di prestito Brebemi, la gara pubblica è ancora in fase di studio da parte dell’amministrazione comunale. Tutto ancora da stabilire per il futuro di quell’area, ma il sindaco ha le idee chiare.

 «Sono previste zone da destinare ad attività sportive e naturalistiche - è quanto è stato più volte dichiarato da Roberto Maviglia -. È al vaglio, inoltre, il progetto dei sommozzatori di Treviglio di utilizzare le acque del lago artificiale come palestra per i loro addestramenti». I collegamenti con la pista ciclopedonale collegata al centro città per raggiungere in sicurezza l’ex cava Brebemi sono già operativi mentre resta in archivio la costruzione in quella zona, già inserita nel Pgt, della nuova stazione ferroviaria. «Un tema quello della nuova fermata ferroviaria - ha sostenuto in Roberto Maviglia - in cui si dovrà capire se ha un senso e una sua sostenibilità considerando i costi, tutti da discutere con le Ferrovie dello Stato, per la sua realizzazione».

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