L'alpinista Simone La Terra (Foto Facebook)

Mantova, 30 aprile 2018 - Tragedia sull'Himalaya.  L'alpinista Simone La Terra, 36 anni, di Castiglione delle Stiviere ( Mantova), è morto mentre in Nepal stava scalando il Dhaulagiri, i, la settima montagna più alta del mondo con i suoi 8.167 metri La notizia arriva dall'Himalayan Times. La Terra, dice il giornale nepalese, era scomparso da lunedì mattina. Il suo corpo è stato recuperato da una squadra di soccorritori questa mattina a 6.100 metri di quota, mentre la sua tenda è stata trovata spazzata via dal vento. La salma è stata portata al Tribhuvan University Teaching Hospital di Kathmandu. 

La sua scomparsa colpisce il mondo dell'alpinismo lombardo e italiano tutto, che lo considerava un esperto delle alte cime. La Terra - che avrebbe compiuto 37 anni la prossima settimana - era un alpinista di primissimo livello e vantava al suo attivo già la conquista di cinque 8.000: Shisha Pangma (2006), Broad Peak (2007), Gasherbrum II (2008), Cho Oyu (2009) e Manaslu (2011). Era già salito sullo stesso Dhaulagiri, arrivando fin'oltre i 7.000 ma dovendosi poi fermare a causa di avverse condizioni meteorologiche. 

Sul suo sito internet appare sorridente in una foto con alle spalle proprio le vette che amava scalare, e la scritta 'high altitude climber'. La sua passione per l'alpinismo emerge dalle sue parole, così come la determinazione a portare a compimento le scalate: nella sua home page parla delle spedizioni e delle difficoltà anche enormi che siè trovato ad affrontare senza mai tentennamenti o ripensamenti. Anzi, pensando solo a quando poter ritentare l'impresa. "Oltre agli innumerevoli tentativi in Himalaya e alle 5 vette oltre gli 8000 metri raggiunte sempre senza ossigeno e senza portatori d'alta quota - conclude Simone sul suo sito -, sulle montagne di casa trovo il luogo ideale per le mie scalate di allenamento". Prima di ripartire per l'ultima spedizione.