Palazzo Ducale a Mantova
Palazzo Ducale a Mantova

Mantova, 3 aprile 2018 - Nell'assolata Pasquetta a Mantova non si trova un buco per l’auto, Palazzo Te è preso d’assalto, i ristoranti non ce la fanno ad accogliere i turisti. La Camera degli Sposi invece è silenziosa e vuota, come nei giorni desolanti del dopo terremoto. Il gioiello più splendente di Palazzo Ducale da solo vale una ricca quota di pil cittadino, più o meno un 30%. Ma ieri il terremoto non c’entrava: era lunedì, giorno di chiusura, così Palazzo Ducale ha dato forfait per mancanza di personale. E la débacle della reggia dei Gonzaga potrebbe ripetersi anche nelle prossime feste se non si correrà ai ripari. «Palazzo Ducale è il più importante hub turistico della città - ripete il sindaco Mattia Palazzi, che in extremis aveva proposto di ingaggiare personale esterno per scongiurare la chiusura a Pasquetta – puntiamo a tenerlo aperto il più possibile tutto l’anno».

Condivide questo obiettivo il direttore Peter Assmann, il manager austriaco chiamato a governare una delle residenze rinascimentali più importanti d’Europa, e finito oggi nella bufera, con i sindacati Cgil, Cisl e Uil che lo accusano: «È lui ad aver scelto di chiudere». La battuta d’arresto subita questa Pasqua da Palazzo Ducale e da tutta Mantova, dopo la crescita culminata nel 2016 con la città Capitale della Cultura e i lusinghieri traguardi raggiunti dopo non è altro che l’ennesima storia di ordinaria malaburocrazia. «Palazzo Ducale ha 57 custodi e dovrebbe averne 78» dicono sindaco e direttore. E nei giorni di festa può aprire solo se si trovano i volontari necessari. Sulla carta il ministero dei Beni Culturali, da cui dipende la reggia, e il ministro Franceschini che aveva fatto un fiore all’occhiello della nomina dei direttori stranieri, si sono impegnati per decreto a supplire alla mancanza di organici.

Peccato che il provvedimento sia stato firmato poco prima delle elezioni e divenga esecutivo adesso che la situazione politica è del tutto sovvertita. A Palazzo Ducale confidano che gli effetti non verranno paralizzati e che, di conseguenza, arrivi a destinazione un primo contingente di 13 nuovi addetti da destinare alla reggia gonzaghiana e al confinante museo archeologico. Con le assunzioni è attesa anche una dotazione economica che consentirebbe di pagare servizi collaterali da appaltare all’esterno. La legge che vale nei musei nazionali dice che possono essere aperti solo col lavoro volontario dei custodi: per Paquetta al Ducale ce n’erano meno della metà dei venti necessari ad aprire: «E io non voglio finire sotto processo come è accaduto ai miei predecessori per aver violato questa norma» fa sapere Assmann. Quindi l’unica via d’uscita resta l’arrivo di truppe fresche a sorvegliare la Camera degli sposi e gli altri tesori del palazzo.