Mantova, il luogo dell'omicidio

Mantova, 24 aprile 2018 -  Tracce di polvere da sparo sul guizaglio del cane, sul giubbotto, sugli occhiali: le hanno trovate al termine di indagini durate più di tre mesi i carabinieri del Ris di Parma che stanno ricostruendo l'omicidio del ponte di San Giorgio. I nuovi elementi d'accusa giunti sabato scorso sul tavolo del sostituto procuratore Paola Reggiani, corroborano il dossier messo assieme dagli investigatori mantovani dell'Arma, al comando del colonnello Fabio Federici. E sicuramente contribuiscono ad aggravare il quadro indiziario nei confronti di Brunetto Muratori, l'orefice di 72 anni in cella da fine marzo con l'accusa di aver sparato all'ex commerciante ed ex sodale nei gruppi neofascisti Sandro Tallarico. Il delitto avvenne in peno giorno il 17 gennaio scorso.

Ieri a Brescia si è svolta l'udienza davanti al giudice del riesame, alla presenza del pm incaricato dell'inchiesta e dei difensori di Muratori, gli avvocati Sergio Genovesi e Gaetano Alaia. I legali hanno proposto la concessione degli arresti domiciliari al loro assistito, anche con l'uso del braccialetto elettronico, e il confronto tra accusa e difesa si sarebbe incentrato solo sulle misure cautelari. Il Procura sostiene la pericolosità dell'indagato, anche per il fatto che non è stata trovata l'arma del delitto. Gli avvocati, da parte loro, in presenza di un quadro indiziario pesante (anche se Muratori ha sempre negato dissapori con la vittima e si è sempre dichiarato innocente) sono pronti a controbattere ai pm ma solo quando sarà il momento, cioè nella sede i un processo per ora indiziario.