Un siluro pescato da un corso d'acqua padano (DONZELLI)
Un siluro pescato da un corso d'acqua padano (DONZELLI)

Parco del Mincio, 21 ottobre 2014 - Ancora bracconieri sui laghi di Mantova. Le guardie del Parco del Mincio liberano cinque quintali di pesce trovati in una rete illegale lunga un chilometro. Gli operatori rilasciano anche due siluri di notevoli dimensioni, nonostante la Regione ne imponga la soppressione.

Nella mattina l’ultimo rinvenimento in ordine di tempo: un pescatore, tra i canneti della Fossa Gianesi delle Valli del Mincio, ha preso all’amo una rete da quasi un chilometro di lunghezza. Dentro cinque quintali di pesce che sul mercato sono valutati anche più di 2500 euro. La rete era praticamente invisibile a 40 centimetri di profondità: un volontario, passato poco prima, non aveva notato nulla. In acqua sono tornati, come segnalato da una nota ufficiale diffusa nelle scorse ore, dieci carpe, un luccio di nove chili, e diversi lucci-perca, carassi e breme. E due siluri. Nonostante in merito il regolamento regionale parli chiaro. Il Consiglio regionale lombardo, con il testo che norma la pesca, indica la soppressione obbligatoria degli esemplari pescati, anche accidentalmente, di una lunga serie si specie aliene. Il rimando è al bollettino ufficiale: tra i siluriformi, ecco apparire il mostro dei laghi.

Tutto questo mentre, in alcuni tratti del Mincio, recenti studi indicano che il novantanove per cento della biomassa è composta da siluri, pesce vorace in grado di azzerare le altre specie prima di darsi al cannibalismo. Nell’Oglio una operazione subacquea ha individuato una infestazione dell’ottanta per cento