Milano, 29 ottobre 2020 -

DOMANDA:

In questo periodo meglio guardare alla Luna per distrarci dalle miserie sulla Terra. La scoperta che il satellite, seppur poca, ma un po’ d’acqua la conserva è affascinante. Potrebbe diventare stazione di servizio per missioni nell’universo. Almeno possiamo sognare, o no? Diego P., Milano

RISPOSTA:

Ha sempre avuto un che di rassicurante il chiarore della Luna, “discretamente” lontana, eppure così vicina. Quando poi si mostra in tutta la sua grandezza magari in un periodo non offuscato da polveri e altro riesce sempre a incantare. Fa venir voglia di andarci. Ora c’è un motivo in più per cercare di scoprirla. Dopo decenni di ipotesi, la conferma che sulla nostra pallida amica qualche goccia d’acqua è una scoperta quasi emozionante, in teoria dovrebbe farci sentire ancora più piccoli perché per anni, almeno dal famoso primo piede, ci abbiamo provato a scovare la preziosa risorsa e solo da pochi giorni sappiamo che l’avevamo sotto il naso e non riuscivamo a vederla, eppure era lì, anche sulla faccia che tutte le sere diffonde la sua rassicurante luce. A scanso di equivoci, non è che ce ne sia in abbondanza, dicono meno che nel Sahara gli studiosi che già hanno fatto i primi calcoli, ma tanto basta per stimolare ricerche ulteriori e missioni. Un invito a guardare al futuro. ivano.costa@ilgiorno.net