Lodi, 5 gennaio 2018 - Alla conquista della poltrona che scotta. Quello della Provincia di Lodi è senza dubbio l’incarico più complicato da gestire in questo momento. Un ente svuotato dalla legge Delrio che, nonostante i problemi economici, deve garantire servizi essenziali per la comunità. L’ente di via Fanfulla, dopo le dimissioni del presidente Mauro Soldati, che a settembre scorso ha annunciato che correrà per un posto in Parlamento, andrà al voto il 6 febbraio. La Lega Nord è pronta a mettere le mani su Palazzo San Cristoforo. Sarà il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, il candidato proposto dai sindaci di centrodestra per sfidare il presidente della Provincia in carica da quattro mesi, il sindaco di Tavazzano, Giuseppe Russo.  

Le candidature sono solo ufficiose: la scelta definitiva dovrà arrivare entro il 17 gennaio. Di queste consultazioni in verità non si è sentito molto parlare perché non coinvolgono direttamente i cittadini. Per effetto della legge di riforma Delrio del 2014, infatti, a essere chiamati al voto saranno solo i sindaci e i consiglieri di 59 dei 61 Comuni della provincia (due Comuni, Turano e Massalengo, sono commissariati e non partecipano al voto). Si parla, perciò, di elezioni “di secondo livello”. 

«Ho dato la mia disponibilità al Pd per guidare ancora la Provincia - dice Russo - In questi mesi ho lavorato per chiudere il bilancio e a far partire alcuni investimenti. Sono pronto a dare continuità al lavoro fatto. Il futuro sembra un più roseo, ci sono alcuni fondi sbloccati dal Governo». Rispetto a quattro anni fa, quando a essere eletto era stato Soldati, la situazione nel Lodigiano è cambiata nettamente. Tutti i Comuni più popolosi sono passati al centrodestra: a partire dal capoluogo, Lodi, che da giugno ha una Giunta leghista, così come Codogno e Sant’Angelo. Al centrosinistra è rimasto solo Casale. Un fatto non da poco, perché alle elezioni provinciali si utilizza il voto ponderato legato alla fascia demografica dei Comuni. «Passerini ha dato la sua disponibilità - spiega il segretario provinciale della Lega, Claudio Bariselli - ma aspettiamo che la sua candidatura sia ufficiale per presentarlo».

Prime polemiche tra le due coalizioni in vista del voto. La Lega è pronta a contestare alla Giunta provinciale le modalità del voto (fino alle 20) e la candidatura di Russo. «Non è possibile votare fino alle 20 - dice Bariselli - Tanti consiglieri e sindaci abitano e lavorano lontano dalla sede elettorale. Avremmo preferito un orario più largo, almeno fino alle 22. Quella del centrosinistra è una scelta per ostacolare chi dovrà votare. E poi, la candidatura di Russo non sarebbe regolare perché il suo mandato da sindaco scade nel 2019. La legge Delrio è chiara: il presidente della Provincia non deve essere un sindaco con davanti almeno 18 mesi di mandato».