Lodi, 4 febbraio 2018 - La nuova Tari non convince Federconsumatori. Per il 2018, infatti, la Giunta Casanova ha pensato di riequilibrare le bollette in favore di 4.158 attività commerciali e artigiane che lavorano in città. Prevedendo però, allo stesso tempo, rincari (fino a sei euro ciascuna) per 20.275 famiglie lodigiane. "Sulla Tari, è evidente che l’amministrazione comunale ha fatto una scelta politica, favorendo le utenze non domestiche. Ci chiediamo, però, che fine ha fatto la tariffa puntuale e l’abbattimento dei costi del servizio?" attacca il responsabile lodigiano di Federconsumatori, Umberto Poggi. Conti alla mano, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, quest’anno, costerà 7 milioni 468mila euro, circa 134mila euro in meno rispetto al 2017. Inoltre, da quando la città ha cambiato la modalità di conferimento dei rifiuti, tra il 2012 e il 2016, passando gradualmente da quella ‘a cassonetto’ all’attuale ‘porta a porta’ integrale, anche la raccolta differenziata è aumentata sensibilmente, passando dal 51% del 2012 al 71% di oggi. «In bolletta però i lodigiani non hanno avuto ribassi», fa notare Poggi. Rispetto al 2017, infatti, una famiglia media che abita a Lodi, con quattro componenti e che vive in una casa da 80 metri quadri, dovrà versare al Broletto circa 251 euro, con un rincaro di quattro euro rispetto al 2017.

Per i nuclei familiari con almeno sei componenti, e che risiedono in una casa di almeno 100 metri quadri, la nuova Tari non dovrebbe superare i 375 euro (369 nel 2017). Rincari di appena un euro, invece, per i single. Poi c’è tutta la questione che riguarda le agevolazioni, confermate dalla Giunta leghista. "Non discutiamo la scelta di equilibrare le tariffe in favore delle utenze non domestiche – chiude Poggi –. Tuttavia, ci domandiamo se, «la rivoluzione» dei rifiuti urbani si fermi qui. La «lotta agli evasori» è un dovere a prescindere, pertanto, oltre al piano di pulizia strade e la realizzazione della nuova piazzola ecologica, qual è il piano programma per il miglioramento della differenziata e il relativo, auspicato, abbattimento dei costi per tutti gli utenti? Considerazione che avremmo volentieri sottoposto alla Giunta Casanova, in occasione della presentazione del piano per la gestione dei rifiuti in città, se fossimo stati invitati". A sorridere sono invece le associazioni dei commercianti. Per ristoranti, negozi e bar il ribasso sarà del 3,71%. Ad esempio un ristorante che ogni anno paga 2mila euro di Tari, quest’anno pagherà circa 60 euro in meno. "E’ un primo passo in avanti - dichiara il presidente di Asvicom, Vittorio Codeluppi -. E’ chiaro che il processo per riequilibrare le tariffe è ancora lungo. Di sicuro, però, il tavolo istituzionale aperto in Comune con l’assessore alle Attività produttive ha portato qualcosa di positivo. Ma all’ordine del giorno ci sono ancora molti punti, come la Ztl, la viabilità e il trasporto pubblico locale".