Lodi (27 gennaio 2017) - Giovane, fra i 25 ed i 35 anni, col desiderio di realizzazione personale e della ricerca del successo. Questo l’identikit dell’imprenditore lodigiano nel 2017, delineato dalla Camera di commercio di Milano, Monza e Lodi. Le imprese lodigiane sono 14.593, in lieve rallentamento in un anno (tasso di crescita a -1%) e danno lavoro a 42mila addetti. Una economia che ha prodotto circa 4 miliardi di euro nell’anno che si è appena concluso. Ma in provincia a spiccare sono i giovani businessman. Le attività gestiste da Under 35 sono 1.426 (il 10% di tutte le imprese, un valore più alto di quasi l’1% rispetto il dato regionale e a quello del Nord Italia).

Per loro, i settori più gettonati sono il turismo, il credito e le assicurazioni (in tre rappresentano il 34% delle realtà lodigiane). Nel territorio sono circa 3mila poi le imprese femminili (quasi il 19%). Le imprenditrici lodigiane sono attive soprattutto nel settore del turismo (il 30%) e nel commercio (22%). Quasi 2mila le realtà guidate da stranieri (13% di tutte le imprese), che nel Lodigiano hanno scelto di investire nelle costruzioni (852 imprese, il 29%) e 176, circa il 18%, nel settore della ristorazione. Da evidenziare anche il boom dell’agricoltura, con 1.328 realtà attive che pesa oltre il 9% sul totale delle imprese contro una media regionale del 5,7%.

Dall’indagine della Camera di commercio, è emerso che tra le 15mila imprese attive nel territorio, il primo settore è il commercio con 3.488, subito dietro le costruzioni con 2.957 aziende attive. Tra gli addetti quasi un quarto del totale è nei servizi alle imprese (10 mila). Bene le società di capitale (+2,4% nel 2017). Per le srl e spa continua dunque la crescita nella provincia di Lodi: negli ultimi dieci anni (2007-2017), mentre tutte le altre forme giuridiche hanno subito un drastico calo, le società di capitale sono aumentate di quasi il 5%.

«Le società di capitale sono in crescita e anche in miglioramento in termini di Pil – dichiara Alessandro Righetti, direttore generale di Assolodi, l’associazione degli industriali che conta 200 iscritti –. Anche le imprese industriali e manifatturiere sono riuscite a smuoversi. Nel nostro territorio abbiamo aziende anche di non dimensioni significative, che possono garantire però delle produzioni di qualità. Riuscire ad avere delle piccole eccellenze che fanno traino è sempre stata la nostra forza. Puntare sul chimico, farmaceutico e cosmetico, deve essere una priorità. Anche sulle esportazioni la provincia di Lodi è molto forte. Il futuro? Siamo in un periodo molto particolare per le istituzioni locali, dobbiamo ancora capire quale sarà il ruolo della nuova Camera di commercio. L’idea che abbiamo per il 2018 è che dovrebbero esserci dei timidissimi segnali di ripresa».