Operai al lavoro nel sito di Cornegliano
Operai al lavoro nel sito di Cornegliano

Cornegliano laudense (Lodi), 24 gennaio 2018 - La centrale dei record. Il maxi impianto di Cornegliano Laudense, che andrà ad accogliere circa 2,2 miliardi di metri cubi di gas nel sottosuolo, entrerà in funzione entro la fine dell’anno. Ma è già entrato nella storia, perché oltre a essere uno dei depositi più grandi del Nord Italia ha ottenuto un via libera straordinario del Governo. E’ la prima volta nella storia della Repubblica italiana: il presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, ha firmato l’ok all’allacciamento dell’impianto di proprietà di Ital Gas Storage alla Rete nazionale del gas metano, nonostante il divieto di Regione Lombardia deliberato dalla Giunta Maroni e dal Consiglio regionale.

Il Pirellone, infatti, nel 2015 si era opposto all’attivazione della centrale di Ital Gas Storage, quando l’assessore regionale all’Ambiente, Claudia Terzi, aveva chiesto al Ministero un parere sulla pericolosità di una centrale del genere sul Lodigiano. La risposta dal Governo, però, non è mai arrivata. «Uno schiaffo per il territorio lodigiano e per tutta la Regione Lombardia», ha commentato l’assessore Terzi. «Noi abbiamo tenuto una condotta corretta – dice il consigliere regionale della Lega, Pietro Foroni – per tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini. Sono sorpreso e amareggiato dal fatto che il Governo non abbia accolto la richiesta né della Giunta regionale né del Parlamento lombardo».

Sulla questione restano in allerta gli esponenti del comitato Ambiente e salute nel Lodigiano. «È una situazione incredibile - dice il responsabile del Comitato che da anni lotta contro la realizzazione dell’impianto di Cornegliano, Roberto Biagini –. Abbiamo già inviato le nostre perplessità al Governo sui rischi che una centrale del genere può avere sul territorio. Sono dubbioso, la politica è stata assente per anni, ora invece ipocrita perché ha garantito il funzionamento dell’impianto». Nel frattempo sono in dirittura d’arrivo i lavori sul cantiere per la posa del metanodotto sotto la provinciale 235. Il tubo d’acciaio, che trasporterà gas naturale, servirà a collegare l’area centrale del Cluster A, situato a cascina Sesmones, con il Cluster B, che si estende tra cascina Cesarina e il cimitero di Cornegliano Laudense. È questo il passaggio che andrà a completare il progetto di Ital Gas Storage, la società per azioni che ha ottenuto nel 2011 la concessione dell’ex giacimento Eni per 40 anni. Nel cantiere lavorano circa 300 operai e numerose sono le richieste di lavoro che la società riceve quotidianamente. Circa un ventina saranno invece i tecnici che resteranno nell’impianto una volta concluso il cantiere.