Lodi, 20 marzo 2018, Azzerata (almeno a gennaio) la cassa integrazione nel Lodigiano. È stato un avvio d’anno positivo per i lavoratori lodigiani. A gennaio 2018, rispetto a un anno fa, è stata ridotta del 100% la richiesta di cassa integrazione autorizzata per le fabbriche lodigiane.

È quanto emerso dall’indagine Uil Lombardia, che ha evidenziato un calo delle ore di cassa integrazione in tutti i settori produttivi, in particolare nell’artigianato e nel commercio; positivi, anche se in minor misura, i dati di edilizia e industria. Per artigiani e operai che lavorano in provincia, a gennaio 2017, la cassa in deroga (l’ammortizzatore sociale rivolto a operai di piccole imprese, aziende artigiane, del terziario o con contratti atipici) era di 9.090 ore. Ora è a zero. Azzerata anche la cassa ordinaria (per difficoltà temporanee e a carattere transitorio dell’industria, escluso l’artigianato) che a dicembre 2017 era di 111.094 ore. «Stiamo constatando una leggera ripresa – spiega il segretario generale Cgil Lombardia, Franco Stasi –. Ma riscontriamo ancora enormi difficoltà per l’edilizia, logistica e altri settori. La strada è ancora lunga. Ci sono condizioni nel Lodigiano che preoccupano ancora molto. Registriamo una ripresa interessante nel settore chimico, per esempio, dove ci sono meno problemi. Invece, nell’edilizia restano le difficoltà. La crisi si sente ancora».

Iisperata invece la situazione nelle aziende in provincia di Pavia. A gennaio 2017 le ore di cassa ordinaria erano 20.628, 10.400 ore di cassa straordinaria (l’ammortizzatore concesso attraverso decreto del ministero del Lavoro, alle imprese industriali con più di 15 dipendenti e del commercio con più di 50), 2.244 in deroga, per un totale di 33.272 ore di cassa integrazione autorizzate. A gennaio scorso, invece, la cassa ordinaria ha raggiunto 91.754 ore (più del 344% rispetto al 2017), 5.200 la cassa straordinaria (-50%) e azzerata la cassa in deroga (-100%), con una crescita di cassa integrazione autorizzate del 191,5%.