Giovani turisti sulla Via Francigena
Giovani turisti sulla Via Francigena

Somaglia (Lodi), 28 dicembre 2019 - La Via Francigena per il Basso Lodigiano potrebbe diventare un ottimo volano per il turismo. Nel 2019 sono stati più di mille i pellegrini che hanno soggiornato negli ostelli di Orio Litta e Corte Sant’Andrea, frazione di Senna Lodigiana, lungo l’antico percorso per i fedeli, già indicato dall’arcivescovo Sigerico nel 990, che parte da Canterbury (Inghilterra) e arriva a Roma. Numeri rilevanti che potrebbero lievitare notevolmente con il riconoscimento a patrimonio Unesco della via Francigena entro il 2020. L’iter è stato avviato da aprile e nei prossimi mesi potrebbe arrivare a conclusione. Intanto i Comuni lodigiani (Orio Litta, Somaglia, Guardamiglio e Senna Lodigiana), coordinati da Regione Lombardia e dalla Provincia, stanno contribuendo alla preparazione del dossier che garantirebbe un riconoscimento mondiale al tragitto sacro lungo circa duemila chilometri e suddiviso in 79 tratti, attraversando Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra.

I tratti lodigiani , come la Grangia benedettina di Orio Litta, il castello di Somaglia e la grande cascina di Corte Sant’Andrea, dove sorge il “transitum Padi”, il punto in cui la via Francigena attraversava il corso del grande fiume Po nel suo snodarsi da Canterbury a Roma, sono da qualche anno molto apprezzati dai pellegrini. "Il riconoscimento Unesco per la via Francigena porterebbe un importante aumento del turismo anche nel nostro territorio – spiega il sindaco di Orio Litta e vicepresidente dell’Associazione europea delle vie Francigene, Francesco Ferrari –. È dal 2001 che sosteniamo l’importanza di un percorso spirituale e turistico che ha un enorme valore. Si tratta di un’avventura che noi sindaci del Lodigiano abbiamo portato avanti con forza sin da quando non c’erano le infrastrutture lungo la via. E come Lodigiano abbiamo anche investito creando i due ostelli, a Corte Sant’Andrea e Orio Litta, per accogliere i pellegrini". 

Le Regioni Toscana e Lombardia hanno sottoscritto pochi mesi fa un protocollo per definire insieme il tracciato del cammino da candidare, verificando autenticità e integrità degli elementi storico-artistici e architettonici ancora presenti che possono essere inclusi nella candidatura. Poi toccherà all’Associazione europea delle vie Francigene, organismo riconosciuto dal Consiglio europeo, elaborare uno studio di fattibilità. "Finora ci sono stati già due incontri per trovare un accordo tra le quattro nazioni coinvolte – spiega Ferrari – Ci auguriamo di poter concludere tutti i passaggi e di poter procedere con il protocollo di una richiesta ufficiale già entro la fine del 2020".