Polizia
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Lodi, 10 gennaio 2019 - Sarà l'autopsia a stabilire se il corpo in avanzato stato di decomposizione trovato oggi, attorno alle ore 13, al primo piano di una palazzina in via Borgo Adda, sia quello di Mariano Ferrari, 59 anni, pensionato e celibe, che risultava risiedere a quell'indirizzo. L'esame autoptico servirà anche a confermare che l'uomo sia deceduto per cause naturali, come si presume. Il cadavere infatti non era riconoscibile ma è stato trovato nel letto, come se dormisse.

In casa non c'erano i documenti ma la porta era chiusa a chiave dall'interno e non risultano segni di effrazione. Le forze dell'ordine sono state allertate dal nuovo vicino di casa, che da pochi giorni era andato ad abitare nell'appartamento sfitto sullo stesso pianerottolo e che ha visto dei vermi uscire da sotto la porta. I vigili del fuoco sono entrati sfondando la finestra del bagno: la casa era invasa dai mosconi, le luci erano spente, il corpo era a letto coperto con un lenzuolo.

La Questura ha proceduto coi rilievi della scientifica ed è stata aperta un'indagine per fare chiarezza sulle circostanze che hanno portato alla morte dell'uomo. E' stato rintracciato anche il fratello di Ferrari: l'ultimo contatto tra i due, che non si frequentavano, fa sapere la Questura, è stato l'estate scorsa. La morte dell'uomo potrebbe dunque risalire fino a 6 mesi fa. "Pare incredibile che in una cittadina come quella di Lodi possano verificarsi eventi simili" - ha dichiarato il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro, dopo l'apertura del fascicolo d'inchiesta.