PIER GIORGIO RUGGERI
Cronaca

Tradito l’affido in prova. Viola le regole: in carcere

Un 44enne condannato già nel 2015 per danni a una cabina telefonica di Dovera finora aveva evitato di finire in cella. Il 31 gennaio però è finito di nuovo nei guai.

Tradito l’affido in prova. Viola le regole: in carcere

Tradito l’affido in prova. Viola le regole: in carcere

Vicenda complessa quella che ha visto un uomo di 44 anni pregiudicato varcare la soglia del carcere Cagnola di Lodi ieri destinato a restarci fino ad aprile. Questa persona deve finire di scontare una sentenza che lo ha visto condannato per fatti risalenti al 2012 e che lo ha visto pure passare attraverso varie vicissitudini mentre stava scontando la pena fuori di galera, affidato in prova ai servizi sociali. Purtroppo è scivolato vicino a traguardo e in prigione adesso c’è andato per davvero. Partiamo dal fatto.

Nell’aprile del 2012 l’allora 32enne era stato sorpreso a danneggiare una cabina telefonica in quel di Dovera. Tutte le indagini svolte dai carabinieri avevano portato a lui che era stato quindi denunciato ed era finito davanti al giudice. A quel punto, nel 2015, l’uomo è stato condannato dal tribunale di Cremona. Come è ormai prassi consolidata, la sentenza è stata appellata e tre anni più tardi, nel 2018, discussa in Corte d’appello di Brescia, dove comunque la condanna è stata ribadita. Ma i giudici di quel tribunale, anziché aprirgli le porte della prigione, lo avevano mandato in affidamento in prova ai servizi sociali, cioè l’uomo resta libero anche se con certe restrizioni, tra le quali quella di restare a casa di notte. Tutto è filato liscio fino allo scorso anno. Dapprima, nel mese di giugno, durante un controllo notturno da parte dei carabinieri, l’uomo non è stato trovato a casa. È stato redatto un rapporto per il magistrato che ha deciso di lasciar perdere e continuare a fidarsi del pregiudicato, convinto che la lezione gli sarebbe bastata e che, fino al termine dell’affidamento in prova, non avrebbe più sgarrato. Tuttavia il guaio grosso è arrivato qualche giorno fa quando, il 31 gennaio, il 44enne è stato fermato dai carabinieri alla guida di un’auto. I militari hanno ritenuto che il conducente non fosse in condizioni di guidare perché alterato e gli hanno chiesto di sottoporsi a esami. Lui è andato su tutte le furie e si è rifiutato. Loro hanno fatto rapporto al magistrato il quale, memore del precedente, ha perso la pazienza e ordinato ai carabinieri di andare a prendere il 44enne e portarlo in prigione. Dove di certo non uscirà di notte e non guiderà in stato alterazione. Almeno fino ad aprile.