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17 mag 2022

Siccità nei campi: previsioni nere per luglio e agosto

Il Consorzio Muzza: agricoltori in difficoltà anche per il caro-prezzi

17 mag 2022
paola arensi
Cronaca
Ettore Grecchi, presidente del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana
Ettore Grecchi, presidente del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana
Ettore Grecchi, presidente del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana
Ettore Grecchi, presidente del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana
Ettore Grecchi, presidente del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana
Ettore Grecchi, presidente del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana

di Paola Arensi

I timori del presidente del Consorzio Muzza, Ettore Grecchi il quale due mesi fa, aveva lanciato l’allarme siccità, sono diventati una pesante realtà. "Anno più nero dell’anno orribile del 1976" testimonia. I gestori dei canali irrigui lodigiani e gli agricoltori speravano nelle tante annunciate precipitazioni atmosferiche che, però, di fatto, sono state scarse e pressoché inutili. "Rispetto al precedente allarme siccità, purtroppo, non cambiato è niente: non ha mai piovuto in modo significativo e siamo in piena crisi – afferma Grecchi –. Per tamponare stiamo cercando di lasciar riempire il lago di Como per avere autonomia almeno per giugno, anche se in misura ridotta. Per luglio e agosto non c’è invece nessuna buona prospettiva. Le precipitazioni avvenute in alta quota sono state insignificanti". La contromossa quindi sarà strategica per avere almeno una parte dell’acqua necessaria al Lodigiano: "Dobbiamo fare un sacrificio e quindi stiamo prendendo poco dal lago almeno da garantire la sopravvivenza per i pesci e l’ambiente. Si sta discutendo per erogare il 70-80% il 23 maggio (con arrivo dell’acqua entro una settimana) e arrivare a una disponibilità locale dell’80%. Ma questo non potrà andare avanti molto. A luglio dobbiamo invece confidare in piogge in Valtellina che possano riempire il lago".

Insomma, l’agricoltura lodigiana è in condizioni drammatiche: "Gli imprenditori devono affrontare anche l’aumento dei prezzi: i cereali per allevare il bestiame, per esempio, ormai hanno costi proibitivi e sono contingentati. La guerra non aiuta, l’Ucraina infatti era uno dei fornitori principali di cereali e questa situazione ricade sul costo finale e sul consumatore. Noi non possiamo essere autosufficienti, siamo deficitari in tutto: importiamo cereali, latte. Per fortuna siamo almeno arrivati a ottenere di poter coltivare le aree che la comunità europea ci imponeva di lasciare a riposo. Produciamo qualcosa in più, ma sono situazioni che se non sono confortate da prezzi accettabili, lasciano il tempo che trovano. Nel latte invece il rincaro ricade tutto sull’allevatore". Il Consorzio Muzza il 25 maggio sarà ricevuto in Regione.

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