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19 feb 2022

Scuola media sotto la lente dei giudici

Al vaglio della Corte dei conti l’acquisizione del Comune della Ognissanti, di proprietà privata, dopo l’accordo del 2018

mario borra
Cronaca
Il sindaco di Codogno Francesco Passerini guida l’Amministrazione di centrodestra
Il sindaco di Codogno Francesco Passerini guida l’Amministrazione di centrodestra
Il sindaco di Codogno Francesco Passerini guida l’Amministrazione di centrodestra

di Mario Borra Fari puntati dalla Corte dei conti sulla questione del contenzioso dell’ala della scuola media Ognissanti, di proprietà privata, che il Comune ha acquisito nel proprio patrimonio dopo un sofferto accordo nel 2018. I magistrati contabili, infatti, nei giorni scorsi hanno chiesto agli uffici competenti la documentazione dopo aver spedito un’informativa all’ente pubblico in merito all’apertura della procedura. L’Amministrazione comunale di centrodestra del primo mandato del sindaco Francesco Passerini (da ottobre scorso c’è in carica il Passerini bis) ereditò la patata bollente del contenzioso scoppiato tra ente pubblico e proprietario dell’ala, la società Contardi, dopo che nel 2015 la precedente Giunta Ceretti aveva proceduto all’acquisizione dell’immobile quantificandone il valore in 331mila euro. Valore che il privato aveva contestato, facendo ricorso alla Corte d’Appello e riuscendo a ottenere una sentenza favorevole con il Comune obbligato a pagare una cifra superiore, 925 mila euro (poi in parte scontati). La Giunta municipale, però, aveva dovuto, giocoforza, inserire la maxi cifra tra i debiti fuori bilancio in quanto si trattava di una spesa non preventivabile: questo ha comportato non solo l’esame della questione da parte del Consiglio comunale ma anche una comunicazione alla Corte dei conti. E così l’organismo di controllo ha avviato il controllo. La vicenda, per certi versi bizzarra, di un immobile a uso pubblico di proprietà privata, risale di fatto ai primi anni Settanta con il Comune che corrispondeva una pigione annuale al proprietario per l’utilizzo, circostanza interrotta il 1° ottobre del 1994. Il Comune però ha proseguito nell’utilizzo dello stabile in quanto non aveva alternativa logistica per svolgere l’attività didattica. Da qui però si è cercata un’intesa per l’acquisizione, mai trovata. La procedura d’esproprio dei locali, i successivi ricorsi alle carte bollate, i tentativi di accordo stragiudiziali si sono succeduti negli anni. Ora la lente d’ingrandimento della Corte dei conti ...

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