BRACCIA INCROCIATE Le cuoche e i sindacalisti durante la protesta andata in scena a metà settembre sotto il Municipio
BRACCIA INCROCIATE Le cuoche e i sindacalisti durante la protesta andata in scena a metà settembre sotto il Municipio

Lodi, 21 ottobre 2018 - Pranzo al sacco per oltre 2mila studenti. Le mense di asili e scuole primarie della città saranno chiuse domani per lo sciopero delle cuoche che durerà dalle 9 alle 16. La protesta è organizzata contro la cooperativa Serenissima di Vicenza che ha rilevato il servizio di refezione scolastica. Le conseguenze saranno rilevanti: gli studenti infatti dovranno accontentarsi di mangiare due panini, un succo di frutta, frutta e acqua e dovranno mangiare in classe. La decisione dei sindacati Cgil, Uil e Usb (il sindacato maggioritario nella mensa) è arrivata dopo il secondo tavolo in prefettura di venerdì a cui hanno partecipato azienda e Comune.

Le 74 lavoratrici delle mense di Lodi chiedono lo stesso trattamento avuto negli anni passati, compreso il pagamento del periodo delle festività scolastiche come giorno di ferie e non come ‘sospensione’, senza stipendio e senza maturazione dei contributi. «Sulla vicenda il Broletto continua a restare in silenzio - attacca Gianfranco Besenzoni, il rappresentante Usb –. Non abbiamo garanzie. Per questo abbiamo deciso di organizzare uno sciopero. Saremo davanti al punto cucina della scuola Cabrini di corso Archinti. Il pasto sostitutivo verrà garantito dalla coop. Ma non saranno rispettati gli accordi perché la Serenissima dovrebbe garantire un pasto caldo e non un pasto freddo ai bambini».

Un altro punto che non convince i sindacati è la decisione dell’azienda di informare i genitori dello sciopero solo attraverso un sms inviato venerdì alle 15.30. «Si informa che a fronte dello sciopero di lunedì la società di ristorazione provvederà a fornire il pasto sostitutivo», è stato il messaggio inviato da Serenissima. «Il preavviso deve essere di qualche giorno - spiega il sindacalista –. E poi manca una comunicazione ufficiale. Inviare un sms non è sufficiente». Ma i sindacati sono preoccupati perché non ci sarebbero le condizioni per garantire il pasto agli studenti. «L’azienda dovrà precettare 24 persone, tra i dipendenti in sciopero, per riuscire a garantire il servizio minimo alla mensa – chiude Besenzoni –. Ho detto alle lavoratrici di non accettare chiamate o messaggi dall’azienda. Dovranno ricevere la raccomandata, come prevede la legge, altrimenti non andranno al lavoro».