Carabinieri
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San Colombano (Lodi), 15 maggio 2019 - Dopo l’allontanamento di una 11enne orfana, partita con la zia dal centro profughi di San Colombano, il portavoce dell’ente gestore Gepsa spiega «sono state attivate tutte le procedure del caso, non c’erano segnali che lasciassero pensare a un non ritorno delle interessate». Continuano i racconti riguardanti l’allontanamento di una bambina di 11 anni della Sierra Leone che era ospite del centro profughi Rocca Barra. Dopo un’uscita autorizzata per un matrimonio, dove la bambina sarebbe stata con la zia, a sua volta ospite nella struttura, la piccola non ha fatto più rientro.

«Pariamo di una bambina amorevole e deliziosa, così come la zia 23enne (entrambe avevano permesso di soggiorno) -spiegano dalla Gepsa - Era stata affidata in via provvisoria alla tutela del vicesindaco in attesa che la zia producesse documenti ulteriori per completare la pratica di affidamento a sé stessa. Il Tribunale, però, proprio perché questa zia, sorella della madre, morta col coniuge durante la traversata del Mediterraneo, si occupava molto della bambina, ha disposto anche che l’11enne venisse lasciata sotto la sua custodia e nello stesso centro accoglienza, non in una comunità quindi». «La 23enne aveva già partecipato a udienze in merito, dove le erano state rivolte richieste di documentazione aggiuntiva, ma era complicato e costoso far arrivare documenti dalla Sierra Leone. Sarebbe servito tempo per concludere l’iter. Ma visto il quadro amorevole di cui parliamo, con le interessate ben integrate in paese, nessuno poteva immaginare questo tipo di epilogo.