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18 feb 2022

"Ricordo tutto di quel febbraio 2020 I lodigiani si sono dimostrati eroici"

L’ex prefetto Cardona fu anche lui ricoverato al San Raffaele. "Zangrillo disse a mia moglie che le stavano provando tutte"

carlo d’elia
Cronaca
Marcello Cardona era prefetto di Lodi quando scoppiò la pandemia
Marcello Cardona era prefetto di Lodi quando scoppiò la pandemia
Marcello Cardona era prefetto di Lodi quando scoppiò la pandemia

di Carlo d’Elia La paura di non farcela. Le riunioni fiume nella task force creata al piano terra della Prefettura di Lodi. Ma anche le lacrime al telefono con le realtà del territorio nei momenti più duri dell’emergenza che era appena iniziata nel Basso Lodigiano. Tutto questo riaffiora nella mente di Marcello Cardona, 65 anni, prefetto di Lodi dal 2019 al 2021 (oggi al Ministero degli interni), ricoprendo l’incarico in un momento tragico, quello dell’inizio della pandemia. Cardona aveva anche vissuto in prima persona il dolore del virus, con il contagio che l’aveva portato per 20 giorni, fino a fine marzo 2020 tra la terapia intensiva e la subintensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano. Cardona, cosa ricorda del 20 febbraio 2020? "Ricordo che subito dopo l’arrivo dell’esito del tampone positivo del paziente 1 a Codogno ero stato informato. Allora avevo iniziato ad avvisare il sindaco di Codogno Francesco Passerini, ricordo ancora bene la telefonata, e poi tutte le forze dell’ordine. Sembrava l’inizio di un incubo. Qualcosa di inimmaginabile. Solo ora riusciamo a fare i conti con quello che è accaduto". Cosa si aspettava nei primi giorni? "Sapevamo che la situazione era grave, ma nessuno poteva immaginare che sarebbe diventata una tragedia mondiale. In quel momento non sapevamo cosa stesse accadendo. Il territorio aveva paura, tutti erano terrorizzati. Anche noi. Non sapevamo nulla di mascherine, di droplet, di questo maledetto virus, delle varianti". Cosa ha fatto la differenza? "Sicuramente la grande forza dei lodigiani ha permesso di affrontare questa tragedia. Dovevamo resistere. All’epoca non lo sapevamo ancora. Ma dovevamo resistere con la consapevolezza di poter morire. L’eroismo di tutti resterà per sempre nel mio cuore". Ricorda la decisione della nascita della prima zona rossa d’Europa? "Pensavamo di poter arginare il virus chiudendolo in un territorio. Pensi come ragionavamo all’epoca. Non avevamo altre misure, altre soluzioni. Quei giorni ...

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