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15 gen 2022

A Codogno il pronto soccorso ormai è ai livelli di guardia

Il presidio della Bassa sabato scorso è stato costretto a bloccare per qualche ora gli accessi alle ambulanze. "Sovraffollato" anche Lodi

15 gen 2022
carlo d’elia
Cronaca
Tanti casi Covid ma anche pazienti cronici: il pronto soccorso di Codogno segnalato come “sovraffollato”
Il pronto soccorso di Codogno segnalato come sovraffollato
Tanti casi Covid ma anche pazienti cronici: il pronto soccorso di Codogno segnalato come “sovraffollato”
Il pronto soccorso di Codogno segnalato come sovraffollato

Codogno (Lodi) - Il ritmo di lavoro è costante. Pazienti che arrivano da tutto il territorio con patologie diverse, in gran parte in codice giallo, quindi con una criticità ordinaria. Pochi quelli in codice bianco, segno che ormai è chiaro che rivolgersi al pronto soccorso significa solo essere in estrema necessità. Alle 15 di ieri il Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Lodi si segnalava sul sistema regionale come "Sovraffollato", con 35 persone in trattamento e altri 19 in attesa di essere visitati. Sempre alle 15 di ieri, la situazione al presidio di Codogno era praticamente la stessa: pronto soccorso segnalato come "Sovraffollato" con 16 persone in trattamento (in gran parte in codice giallo) e cinque in attesa. Questa la situazione che da giorni sta caratterizzando i due presidi d’urgenza del Lodigiano.

Tra i pazienti ci sono anche tanti casi di Covid, ma anche casi di pazienti cronici con problemi legati alle malattie con cui sono costretti a convivere. "Solo a Codogno - spiegano alcuni addetti del Ps di Codogno che lo scorso sabato è stato costretto a bloccare per qualche ora gli accessi alle ambulanze perché al limite - in queste settimane c’è stato un aumento notevole. La linea sporca Covid è arrivata ad avere anche più di 20 pazienti". Numeri importanti per un presidio così piccolo, che stanno mettendo in grave difficoltà il personale ridotto e con turni spesso duri. Ma è la quarta ondata ad avere un peso determinante anche sulla situazione nei presidi ospedalieri. Il Lodigiano è la provincia dove questa nuova ondata della pandemia ha colpito in maniera più incisiva (quella di Lodi, con 3mila casi ogni 100mila abitanti, risulta essere secondo l’analisi della Fondazione Gimbe, la sesta provincia in Italia per incidenza di casi Covid ogni 100mila abitanti). 

Almeno all’inizio, perché secondo gli ultimi rilevamenti la fase acuta dell’emergenza nella provincia di Lodi sembra ormai alle spalle. E a tutto questo si aggiunge l’emergenza Covid che ha colpito direttamente anche numerosi infermieri in tutta l’Asst di Lodi. Al pronto soccorso di Codogno, per l’aumento dei casi, a oggi sono in servizio tre infermieri invece che quattro. Al pronto soccorso di Lodi, invece, si sta continuando a operare al massimo della capacità ma con meno personale: in servizio oggi ci sono sei infermieri, rispetto ai sette più uno previsti. Ma il sistema, nonostante le pressioni per il personale sanitario in servizio, sembra reggere. I due pronto soccorso sono divisi in due aree separate per rischio e a loro volta per intensità di cura. Il "sistema Lodi" nella gestione delle emergenze, che ha fatto scuola in tutto il mondo dopo la pandemia, resta il metodo utilizzato nei presidi lodigiani.

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