Lodi, 12 maggio 2018 - Nell'udienza del 29 giugno la parola passerà al pm Sara Mantovani. Dopo 39 testi e 11 udienze il processo per turbativa d’asta che vede imputati l’ex sindaco Simone Uggetti, l’avvocato Cristiano Marini, il dirigente comunale Giuseppe Demuro e l’imprenditore Luigi Pasquini, si avvicina alla conclusione sul caso delle piscine estive comunali scoppiato il 3 maggio 2016. Secondo l’accusa, l’ex primo cittadino avrebbe realizzato un bando pubblico ad hoc in favore della società privata Sporting Lodi. Ieri hanno sfilato in aula gli ultimi quattro nomi nella lista testi della difesa. Gli avvocati di Uggetti hanno chiamato in tribunale a Lodi Fabrizio Marchetti direttore della Direzione Banco Bpm di Lodi.

Al centro della sua deposizione, il rapporto tra la banca, che detiene il mutuo di 30 anni da 13,6 milioni di euro per la costruzione della nuova piscina Faustina, e il Broletto, nel periodo sotto la gestione dell’ex primo cittadino a processo, l’ente che ha sottoscritto la fideiussione a garanzia del prestito. Marchetti ha raccontato al giudice Lorenza Pasquinelli la preoccupazione della banca nel 2014, quando la gestione della nuova piscina aveva enormi difficoltà, e della soluzione trovata da Uggetti di far inserire la municipalizzata Astem e la privata Sport 64 nella gestione dell’impianto.

«Uggetti è sempre stato un interlocutore preciso e attento - ha spiegato Marchetti -. Nel 2014 la situazione delle nuovo piscina Faustina aveva preoccupato molto la banca. Per fortuna è stato sistemato tutto in fretta». La difesa di Uggetti ha portato in aula anche la relazione del commercialista Antonio Cattaneo, che ha deposto in qualità di consulente, che ha analizzato i bilanci della piscina Faustina, ma soprattutto delle piscine estive del Belgiardino e di via Ferrabini nel periodo dal 2003 al 2013, quelli della gestione della società partecipata Gis (la società ora è in liquidazione).

«Le piscine estive di Lodi non sono mai state un affare - ha detto in aula il commercialista Cattaneo -. Inoltre, ogni anno i bilanci chiudevano con un passivo di 40mila euro. Per questo il Comune doveva erogare un contributo gestionale per ottenere il pareggio». L’ultimo testimone degli avvocati dell’ex sindaco è stato il giurista Pierluigi Mantini, che dal 2016 è componente della commissione appalti dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che ha portato in aula una relazione sui modelli di affidamento delle piscine comunali. «Il sindaco Uggetti ha agito con eccessivo rigore - ha detto Mantini -. La gara d’appalto pubblica non serviva. Non siamo in presenza di un servizio a rilevanza economica. Nelle nostre leggi non c’è scritto che per forza bisogna fare una gara ad evidenza pubblica. Andava fatto un affidamento diretto». Il processo è agli sgoccioli: dopo la requisitoria del pm toccherà alla parte civile e agli avvocati degli imputati. La sentenza è attesa a ottobre.