Lodi, 20 settembre 2017 – "E' un bando che sta creando molte aspettative", confida la funzionaria comunale Caterina Uggè all’ex sindaco Simone Uggetti durante l’incontro del 29 febbraio 2016 che lei stessa aveva deciso di registrare di nascosto. L’ex primo cittadino, imputato principale del processo per turbativa d’asta, insieme all’avvocato Cristiano Marini, all’imprenditore Luigi Pasquini e al dirigente comunale Giuseppe Demuro, l’aveva chiamata nel suo ufficio per discutere del bando per la gestione della piscine scoperte del Belgiardino e della Ferrabini. Lei, la Uggè, 43 anni, testimone-chiave della vicenda, si porta con sè un registratore perché "intimorita dall’atteggiamento di Uggetti" che le aveva chiesto di dare più peso nei punteggi alle realtà della provincia che già collaboravano con le scuole e contavano tanti iscritti. Tutti requisiti che andavano, secondo l’accusa, a favorire Sporting Lodi. All’incontro la Uggè aveva trovato anche l’avvocato Cristiano Marini, consigliere di Astem e Sporting Lodi, che subito era stato fatto uscire dalla stanza. Prima della deposizione dell’imputato principale del processo per turbativa d’asta, ieri, la difesa dell’ex sindaco Simone Uggetti ha fatto ascoltare in aula la registrazione che aveva dato il via alle indagini della Guardia di finanza di Lodi, fino all’arresto del 3 maggio 2016.

I toni della registrazione sono seri, ma non si sente mai Uggetti alzare la voce per imporsi sulla funzionaria comunale. Dopo aver sciolto il dubbio di Uggetti sulla questione dei punteggi, la Uggè decide di confidarsi con l’ex primo cittadino. "La Sfondrini (Michela Sfondrini, fino al 2016 consigliere comunale di Sel, ndr) sta chiedendo a Paolo Mirco (responsabile comunale, ndr) informazioni per capire quando esce il bando. Poi, c’è Ballardini", dice la Uggè sempre quel 29 febbraio. Sullo stato degli impianti, quello del Belgiardino e di via Ferrabini, dalla registrazione emergono anche alcuni dettagli. "Ho fatto un sopralluogo alla Ferrabini - prosegue Uggè - e fa veramente paura. C’è vergogna a vederla. Belgiardino, invece, è bella". In aula, ieri, si è concluso anche l’esame dell’imputato Cristiano Marini.

L’avvocato lodigiano, coinvolto nella turbativa d’asta come consigliere di Sporting Lodi e Astem, ha risposto alle domande degli avvocati della difesa, spiegando il perché dell’interessamento di Sporting Lodi al bando per la gestione delle piscine scoperte. "La situazione degli impianti scoperti era disastrata - spiega Marini in aula -. Abbiamo deciso di ragionarci come Sporting Lodi per riuscire a risolvere il problema degli impianti con i tecnici di Astem. È stato realizzato un business plan per decidere quali erano gli interventi da realizzare. Di certo non era un affare farsi carico di queste due piscine". Poi, Marini ha ripercorso la vicenda intorno al nuovo impianto della Faustina che ha portato nel 2014 all’acquisizione delle quote di Sporting Lodi da parte della municipalizzata Astem e della privata Sport 64. "L’intervento di Astem è stato fondamentale per evitare una situazione simile ad altri Comuni dove le piscine sono state chiuse - dice Marini -. Con i problemi della società Iter, titolare della piscina Faustina, il Comune doveva intervenire e poteva senza dubbio andare in difficoltà. Non è stata di certo una scelta commerciale, ma solo un intervento per evitare che il Broletto dovesse intervenire".