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16 feb 2022

Sant'Angelo, inaugurati la prima casa e il primo ospedale di comunità del Lodigiano

Si trovano rispettivamente al piano terra dove c'è il CUP e al quarto piano. Sono in fase di realizzazione altre quattro strutture

paola arensi
Cronaca

Sant’Angelo (Lodi), 16 febbraio 2022- Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, insieme all'assessore al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, alle consigliere regionali Selene Pravettoni e Patrizia Baffi, al vescovo monsignor Maurizio Malvestiti, al sindaco Maurizio Villa, al presidente della Provincia e al consigliere provinciale Francesco Passerini e Enrico Sansotera, ad alcuni sindaci e ai vertici dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Lodi, tra cui il direttore generale Salvatore Gioia e Enrico Tallarita, il direttore Socio Sanitario, hanno inaugurato la Casa e l'Ospedale di Comunità di Sant’Angelo Lodigiano.

Si trovano rispettivamente al piano terra dove c'è il CUP e al quarto piano. Si tratta rispettivamente della prima di cinque Case di Comunità e del primo di due Ospedali di Comunità che saranno garantiti nel territorio. E’ poi seguita una visita a Lodi, all'Ospedale Maggiore, dove è stato inaugurato un sofisticato mammografo in uso alla senologia. Sulla base della programmazione regionale e delle linee di progetto di ATS Città Metropolitana di Milano sono, infatti, in via di realizzazione altre quattro Case di Comunità, a Zelo Buon Persico, Lodi, Codogno e Casalpusterlengo e un altro Ospedale di Comunità presso il presidio territoriale di Casalpusterlengo.

Spazi individuati per garantire omogeneità, equità di accesso e prossimità dei servizi sanitari ai cittadini residenti in tutto il territorio, dall’Alto al Basso Lodigiano. Infine, in base alla programmazione regionale, è stata individuata una Casa di Comunità spoke presso il Parco Tecnologico Padano. “La giornata di oggi rappresenta un altro tassello, sul territorio della nostra Regione, nel percorso verso una Sanità partecipativa e personalizzata – commenta la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti – Fondamentalmente, una Sanità vicina al cittadino, con queste strutture e i loro operatori che diventeranno punto di riferimento della comunità. L’obiettivo è che in queste realtà non solo ci si senta curati come se ci si trovasse a casa, ma attraverso personale qualificato la persona sarà al centro prima ancora della malattia”.

E ancora: "Qui c'è integrazione tra medici specialisti e di medicina generale e integrazione con i servizi socio assistenziali. Le diverse dimensioni di cura della persona vengono seguite a 360, con un raccordo tra ospedale e territorio e la presa in carico della continuità assistenziale. Uno spazio aperto sette giorni su sette. Ci si può recare direttamente senza prenotazione per chiedere una serie di servizi, dal centro unico di prenotazione alle prime visite. Vengono seguiti anche i cronici a bassa intensità che possono essere curati a casa. Qui ci sarà anche una centrale operativa territoriale con servizio di telemedicina'. 

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