Lodi, 27 febbraio 2017 - La piscina Ferrabini, chiusa dal 2015, verrà svuotata per procedere a una verifica della tenuta «idrico-sanitaria». E’ il frutto dell’accordo raggiunto tra alcuni impiantisti volontari e l’ufficio tecnico del Comune: mercoledì ci sarà un nuovo incontro per definire data e procedure. La «questione piscine», esplosa la scorsa primavera col rinvio a giudizio per turbativa d’asta in concorso del sindaco Simone Uggetti e di altre 3 persone per il bando (poi annullato dal Comune) relativo alla gestione estiva di Belgiardino e Ferrabini, è ancora scottante. Mercoledì si è tenuta la quinta udienza del processo: proprio perché chiamato come teste, un funzionario comunale, responsabile del procedimento di gara per l’assegnazione della gestione quinquennale (2017-2021) del solo impianto del Belgiardino (che nel 2016 aveva aperto a fine luglio), ha dovuto rinviare all’1 marzo l’apertura delle buste delle 2 offerte pervenute, prevista per il 22 febbraio.

Ma se questo iter è partito male, quello relativo alla Ferrabini, per decisione del commissario Mariano Savastano, non è mai stato avviato, provocando una sollevazione popolare, con oltre 1200 firme, raccolte dal gruppo Residenti OltreAdda e M5s, di cittadini che si chiedono perché nel 2016, se Uggetti non fosse stato arrestato, la Ferrabini, benché storica e dunque più obsoleta, sarebbe stata normalmente aperta e perché non assegnarne ora la gestione con un bando, anche più lungo e comprensivo di manutenzione straordinaria, a privati. Nel «sopralluogo aperto» con la cittadinanza Savastano si è detto disponibile a mettere a disposizione 50mila euro (sui 600 mila stimati per ristrutturare il centro natatorio) per assegnare incarichi di adeguamento degli impianti idrico-sanitario ed elettrico al fine di riaprire la piscina «quanto meno dall’anno 2018». Ma ha lasciato aperto un canale di dialogo tra volontari e palazzo Broletto. L.D.B.