Lodi, 23 dicembre 2016 - Incontro pubblico molto acceso e partecipato ieri tra il Comune e le varie forze che si stanno impegnando per permettere alla piscina Ferrabini, rimasta chiusa la scorsa stagione, di essere riaperta: il commissario prefettizio Mariano Savastano e l’ingegner Giovanni Ligi in rappresenza del Broletto, nella Sala Consiliare, hanno incontrato esponenti dell’associazione Residenti in Campo Marte e OltreAdda - Social Street, attivisti del Movimento 5 Stelle, esponenti di Forza Italia, Lega Nord e Wasken Boys, per discutere assieme della situazione dell’impianto e raccogliere proposte per il futuro. "Il tema è molto sentito" ha riconosciuto il commissario.

"Dopo un sopralluogo ci siamo resi conto che la struttura necessita di interventi per 600mila euro – ha detto Savastano –. Il problema non è la mancanza di soldi, ma le tempistiche: prima di iniziare gli interventi è necessario richiederne una progettazione e organizzare una gara, e non prevediamo che si possa concludere tutto per l’inizio della stagione 2017. Oggi vogliamo raccogliere idee e proposte da voi". Un punto di equilibrio si è raggiunto dopo un’ora e mezza di dibattito: sono arrivate critiche dai residenti della zona, che sottolineano le ricadute sociali positive dell’impianto, dagli attivisti pentastellati, con l’accusa di Massimo Casiraghi "di non aver avuto accesso agli atti ufficiali", di Luca Degano "di incongruenza con il bando della Giunta precedente, nel quale si dichiarava la perfetta agibilità", punto ripreso anche da Gigi Bisleri, ex presidente della Wasken Boys, la società che due stagioni fa aveva avuto in gestione la Ferrabini, il quale ha detto "ad agosto 2015 ho lasciato una piscina perfetta secondo il Comune di Lodi".

Sono intervenuti anche Vincenzo Pineri, altro esponente del M5S, che ha chiesto "che sia data la possibilità a un gruppo di tecnici non legati al Comune di effettuare un sopralluogo alla Ferrabini per valutare interventi e costi" e il leghista Luigi Augussori, che ha chiesto al commissario che cosa intendesse fare per permettere al prossimo Consiglio comunale, che sarà eletto in primavera, di evitare una chiusura dell’impianto nel 2018. Alla fine Savastano si è impegnato a organizzare un altro sopralluogo con l’Asl per verificare eventualmente la possibilità di adeguamenti minimi per consentire un utilizzo provvisorio in deroga.