Un cittadino indica il punto in cui l’acqua si è infiltrata
Un cittadino indica il punto in cui l’acqua si è infiltrata

Lodi, 4 novembre 2018 - Piove dentro il Tribunale di Lodi. Ieri mattina nella sezione penale, al quarto piano, in due stanze erano stati posati fogli e cartoni per terra per cercare di contenere le infiltrazioni dal soffitto. Questo in stanze di cancelleria penale tra tavoli pieni di faldoni di carta, fortunatamente non colpiti dalle perdite d’acqua legate alle piogge incessanti. Ma anche sui muri lungo le scalinate di entrambe le ali della palazzina, i segni di un corrosione determinata da infiltrazioni avvenute nel tempo sono evidenti. Partono dal soffitto e scendono lungo i pannelli, alcuni dei quali scoperchiati, che nascondono le tubature. Le poche persone al lavoro non commentano e rimandano ad eventuale dichiarazione, lunedì, del presidente del Tribunale, Ambrogio Ceron. Ma ieri c'è scappato anche il ferito, lieve: un cancelliere di 50 anni è scivolato su una delle pozzanghere nel corridoio dell'ufficio in cui lavora, è stato soccorso e portato in ospedale. Del resto non è la prima volta che l’edificio, di proprietà del Comune ma in locazione al Ministero di Grazia e Giustizia il quale, negli anni, è sempre stato indietro col pagamento dell’affitto, finisce alla ribalta della cronaca per ascensori bloccati, aria condizionata fuori uso in piena estate, infiltrazioni d’acqua, allagamenti.

Quando a far parlare non sono le pesanti carenze d’organico. Nell’agosto 2013, ad esempio i vigili del fuoco dovettero intervenire per togliere, con le autopompe, l’acqua dal vano di uno degli ascensori, allagato a causa di una perdita idrica. Già all’epoca Lorenzo Guerini, allora sindaco di Lodi e componente dell’Anci, aveva parlato di «parziale e ritardato rimborso delle spese sostenute dai Comuni» che andava ad aggiungersi a quelli nuovi per gli accorpamenti di diverse sedi. L’Anci aveva dunque invitato i Comuni con sede di tribunale a non mettere a bilanco alcuno stanziamento extra in vista di maggiori oneri. Successivamente Guerini aveva ottenuto che fosse il Provveditorato alle Opere Pubbliche ad intervenire in caso di guasti, anziché dover gravare i Comuni di costi poi solo parzialmente rimborsati. Ma l’edificio continua a soffrire per la carenza di manutenzione. Per la sua particolare conformazione “cubica”, fatta di parallelepipidi intarsati tra loro, inoltre, il Palazzo di Giustizia di Lodi, che è di riferimento per il Lodigiano e il sud Milano e dove ha sede anche la Procura, è privo di tetti a spiovente: le coperture sono quelle piatte, coibentate, dove è più facile che si apra una fissurazione.