Non si piegò ai fascisti. Pietra d’inciampo per Basile

Da ex segretario comunale si rifiutò di consegnare i soldi destinati ai poveri che i seguaci di Mussolini volevano usare per la loro sede. La cerimonia il 27.

Non si piegò ai fascisti. Pietra d’inciampo per Basile

Non si piegò ai fascisti. Pietra d’inciampo per Basile

Aveva detto no agli sgherri fascisti che gli chiedevano i soldi della cassa del municipio, destinati ai poveri del paese, per ristrutturare la locale sede del fascio e, per la rettitudine ed inflessibilità nel rispetto delle regole, il segretario comunale Costantino Basile, originario di Martina Franca, giunto a Caselle Landi nel 1938, fu carcerato nel 1943 a Lodi e quindi a San Vittore e poi spedito, partendo dal famigerato binario 21, al campo di concentramento nazista di Mauthausen dove morì il 14 giugno del 1944 a 50 anni.

Non piegò la testa al regime e pagò con la vita le sue scelte di uomo retto e coerente con i suoi principi. Dopo la dedica di un libro alla sua vita e al suo antifascismo dal titolo “Un eroe dimenticato“, scritto da Francesco Cattaneo e Eugenio Eugeni, ora l’amministrazione comunale ha voluto anche ricordarlo con la posa di una pietra d’inciampo, un piccolo blocco quadrato ricoperto di ottone che, per iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig e della sua Fondazione in Germania, serve per ricordare le vittime del nazismo e del fascismo. Il manufatto va collocato, di solito, dove il deportato abitava e, in questa occasione, è stato deciso di posizionare la “pietra“ davanti al palazzo municipale, sede della sua abitazione e dove è stato arrestato. Il progetto è stato avviato a novembre dall’amministrazione comunale casellese e specificatamente grazie all’impegno dell’assessore alla Cultura, Eleonora Gaboardi: ora la posa del manufatto avverrà nei prossimi giorni e la pietra sarà svelata durante la cerimonia della Giornata della Memoria del 27 gennaio prossimo. M.B.